Il Lecce ha finalmente trovato la sua punta di movimento. Walid Cheddira a breve sarà un nuovo calciatore giallorosso per la felicità di mister Di Francesco che potrà contare su di un’arma differente rispetto a quelle presenti in rosa. Infatti Stulic è troppo statico per il tipo di gioco che propone il Lecce dove sarebbe indicato un elemento veloce capace di fare reparto da solo in modo da innescare in velocità gli esterni. Cheddira sembra avere queste qualità anche se viene da una stagione e mezzo non proprio esaltante. Prima lo scorso anno nella Liga spagnola con la maglia dell’Espanyol, dove ha bucato le difese avversarie solo una volta in 22 match, e poi in questa prima parte di Serie A con il Sassuolo collezionando anche qui un solo gol in pochi spezzoni di partita.
Cheddira adesso spera di riprendere una carriera che ha visto il suo momento migliore proprio insieme a Di Francesco durante il loro soggiorno a Frosinone e il Lecce si augura che il finale del viaggio non coincida con la retrocessione. Perché ciò avvenga però il Lecce deve per forza muoversi ancora nel mercato invernale per dare qualità e consistenza realizzativa al reparto degli esterni. In rosa l’unico che sembra avere le qualità giuste per offrire imprevedibilità all’attacco giallorosso è Sottil, ma il ragazzo vive di sprazzi di gran calcio alternati a momenti no dove sembra letteralmente involuto. Gli altri nel gruppo, invece, sembrano mancare delle caratteristiche necessarie per essere decisivi. Tra questi solo Banda ha mostrato qualche spunto che lo possa riportare ai fasti della prima stagione in giallorosso, ma bisogna ammettere che diversi blackout mentali e un peso forma che non appare ideale ne limitano le incursioni.
Gli altri esterni della rosa sono insufficienti per incrementare la qualità offensiva. Pierotti è un giocatore che dà tanta quantità nelle situazioni senza palla, ma pecca negli ultimi venti metri dove sbaglia ogni pallone che tocca provando spesso dribbling improponibili o calciando in modo sgraziato. Morente, mai stato un grande realizzatore, è calato su tutti i fronti oltre ad essere una seconda linea per Di Francesco ed è infatti indiziato a partire già in questa finestra di mercato. Anche N’Dri è una seconda scelta per il tecnico e il modo di giocare dell’ivoriano dà ragione a DiFra visto che questi è un esterno abituato a giocare da solo piuttosto che con i compagni. I suoi movimenti sono sempre gli stessi ed incidono pochissimo in un torneo difficile come la A. Basti guardare i suoi due gol durante questa prima parte di torneo che sono maturati nei minuti finali di partite ormai già decise.
Il Lecce ha bisogno di un esterno che sappia cambiare volto ai match e creare davvero pericoli per le difese avversarie anche perché, in assenza di Berisha, non si dispone di giocatori che sappiano dare un pallone filtrante per gli attaccanti. L’unico di qualità a centrocampo, oltre al giovane albanese, è Maleh, ma è stato utilizzato troppo poco in questa prima fase perché potesse essere decisivo nelle trame offensive giallorosse.
In ultimo è doverosa una piccola considerazione. Se il Lecce, come sembra, non vuole privarsi di Camarda e dunque affronterà con i soli Cheddira e Stulic la parte decisiva del campionato, perché non attingere in situazioni di emergenza alla Primavera? Esteban sta segnando tanti gol con gli U20 ed ha 19 anni, due in più di Camarda. Davvero è impensabile non portare lo spagnolo in panchina e magari inserirlo come punta alternativa invece di giocare con N’Dri o Morente in quel ruolo? Siamo sicuri che la Primavera serva anche per questo.




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