Un gol di Maldini alla mezz’ora del primo tempo decide la gara salvezza tra Cagliari e Lecce. Quello che preoccupa di più è la mancanza di ritmo e di grinta da parte della squadra giallorossa che ha creato qualche grattacapo ai sardi solo negli ultimi minuti di gioco quando con la forza della disperazione si è cercato di trovare il gol del pareggio.
Primo tempo con un approccio migliore del Lecce rispetto alle due precedenti sfide, ma la squadra è apparsa fragile alla prima difficoltà. Troppo compassata e lunga la truppa di Di Francesco che non riusciva mai a pressare gli avversari, mentre era il Cagliari a trovare sempre fuori posizione la difesa giallorossa. Alla mezz’ora arrivava il vantaggio sardo sugli sviluppi di un corner che veniva concluso con un colpo di testa di Daniel Maldini, lasciato colpevolmente solo in area.
La risposta giallorossa mancava del tutto e neppure nel secondo tempo, con Di Francesco che cambiava modulo passando al 4-4-2, si creavano pericoli per la porta di Caprile. Invece era il Cagliari ad avere almeno 3 occasioni per il raddoppio e colpiva due pali con Falcone battuto.
L’unico che riusciva a reggere nel centrocampo leccese era Coulibaly e solo con l’ingresso in campo di N’Dri si riusciva a vedere qualcosa sulle fasce. Negli ultimi minuti, complice la stanchezza dei sardi e la paura di vincere, il Lecce riusciva a creare delle occasioni. Prima un tiro del rientrante Berisha, poi un’azione in area di N’Dri che faceva gridare al rigore per l’intervento di Deiola. In ultimo, al termine del lungo recupero, una girata di Siebert a pochi passi dalla porta che usciva di poco a lato, permettevano al Lecce di entrare nel tabellino di un match che i giallorossi hanno meritato di perdere per i troppi errori individuali e la mancanza di cattiveria in quasi tutti i frangenti della gara.









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