Articolo di Annamaria Niccoli
VILLA BALDASSARRI (Guagnano) – In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, la frazione di Villa Baldassarri ha vissuto un momento di profonda commozione ed energia con l’inaugurazione dell’opera realizzata dagli ospiti del Centro Diurno della Cooperativa Sociale Anthropos.
Un’iniziativa dal forte valore simbolico e riabilitativo che ha visto protagonisti i ragazzi del centro, guidati passo dopo passo dalla maestria e dalla dedizione della maestra d’arte Cinzia Rapanà. Pennello dopo pennello, i partecipanti hanno lavorato su un grande supporto in legno, trasformando una superficie fredda e anonima in una parete viva, capace di raccontare storie di speranza, rinascita e riscatto emotivo.
Alla cerimonia era presente il dottor Mauro Abate, presidente della Cooperativa Sociale Anthropos, che da oltre 35 anni opera con passione e competenza sul territorio per offrire percorsi integrati di recupero, autonomia e reinserimento lavorativo. «Dopo gli anni complessi della pandemia ci troviamo ad affrontare nuove sfide, con un aumento delle fragilità anche tra i più giovani e problemi legati all’isolamento digitale. Risposte concrete come i centri diurni e i laboratori espressivi rappresentano presidi fondamentali per ridare centralità alla persona e contrastare lo stigma».
Particolarmente toccante l’intervento del Sindaco di Guagnano, il dottor Francois Imperiale, che ha espresso l’orgoglio dell’amministrazione e dell’intera comunità nell’accogliere un lavoro di così alto valore sociale: «La bellezza è cura e la cura porta sempre bellezza. Sapere che i ragazzi del centro Anthropos sono sostenuti da professionalità eccellenti e che trovano nel nostro territorio spazi di crescita, lavoro e socializzazione è motivo di grande orgoglio. Questa comunità è e sarà sempre aperta ad accoglierli e a camminare al loro fianco».
La maestra d’arte Cinzia Rapanà ha raccontato con emozione il percorso che ha portato alla nascita del murales: «I ragazzi ci hanno messo un impegno straordinario. Con i loro pennelli, i colori e soprattutto con una grande determinazione, sono riusciti a dare forma a uno spazio che parla di ascolto. È la dimostrazione di come l’arte possa diventare un canale privilegiato per far emergere ciò che spesso le parole non riescono a dire».
L’opera, che rimarrà come patrimonio visivo e risorsa emotiva per la comunità di Villa Baldassarri e Guagnano, ricorda a tutti che la salute mentale è un bene comune e che la vera integrazione si costruisce giorno per giorno, attraverso la presenza, la creatività e la solidarietà sul campo.
Foto e video di Annamaria Niccoli



























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