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Una raccolta firme per salvare la biblioteca di Nardò

NARDO’  – Oltre 1500 firme in appena 24 ore affinché il Crsec di Nardò non chiuda. Un numero che cresce di ora in ora, di persone che hanno liberamente sottoscritto la petizione indirizzata al sindaco di Nardò Pippi Mellone. Manca solo la sua di firma al rinnovo della convenzione già approvata dalla Regione Puglia, al fine di evitare che il Centro venga trasferito, sottraendo alla città i suoi essenziali servizi.

Ecco i punti della vicenda. La scorsa primavera il sindaco di Nardò ha espresso alla Regione Puglia la volontà di rinnovare la convenzione che viene sottoscritta ogni cinque anni e che, nato negli anni ’60, continua da allora a offrire alla città un centro di servizi culturali e bibliotecari dove chiunque può avere accesso alla cultura, gratuitamente.

Un luogo non replicabile, a servizio della cittadina e dei paesi limitrofi, con utenti che ogni giorno vi si recano per trovare materiale per ricerche, prendere libri in prestito, usufruire delle aule studio, partecipare alla presentazione di libri, accedere a una delle più fornite e varie sezioni per bambini e ragazzi che, entusiasti, partecipano ai laboratori di lettura e creatività.

“Dal 5 giugno scorso – si legge in una nota a firma dei promotori dell’iniziativa – la Convenzione giace sulla scrivania di Pippi Mellone, dopo essere stata approvata all’unanimità dalla sua stessa Giunta. Inspiegabilmente, da allora, il sindaco non firma facendo saltare così le regole democratiche. Più volte sollecitato dalla Regione, non ha neppure risposto. Il triste epilogo è giunto il 3 dicembre scorso, data in cui l’ufficio preposto ha invitato i dipendenti del Crsec a chiudere il servizio agli utenti per procedere all’inventario per il trasferimento in altre sedi. Nonostante sia stato sollecitato da più voci, soprattutto utenti e fruitori del centro, ma anche scrittori, artisti, giornalisti, politici, il sindaco non ha firmato né ha risposto. Solo l’assessore alla cultura Ettore Tollemeto ha voluto fare un breve elenco delle azioni che in 5 anni sono state svolte dall’amministrazione per la promozione della lettura, senza però entrare nel merito del motivo per cui una biblioteca e un centro vivaci e frequentati debbano chiudere senza possibilità di ripensamenti, per lasciare il posto a un non ben definito spazio di promozione per turisti”.

Secondo i promkotri della petizione si tratta di una scelta davvero poco sensata, in virtù degli innumerevoli sforzi e fondi che negli ultimi anni gli enti più sensibili hanno investito per la creazione di sempre più spazi dedicati alla lettura, sempre più biblioteche, sempre più luoghi di aggregazione dedicati alla cultura soprattutto per coinvolgere chi difficilmente, da solo, potrebbe averne accesso.

Per questa ragione decine e decine di utenti e affezionati fruitori si stanno mobilitando in queste ore, ideando azioni che rispettino le norme anticovid come la condivisione delle proprie emozionanti testimonianze sui social, rintracciabili con l’hashtag #salviamoilcrsec e la sottoscrizione della petizione sulla piattaforma change.org per provare a salvare il Centro.

Una petizione indirizzata al sindaco Pippi Mellone che, “in virtù di una mancata firma, ha deciso deliberatamente di privare la sua cittadinanza di un patrimonio librario e umano prezioso, che non ascolta la volontà dei suoi stessi cittadini”.

La petizione si può trovare sulla piattaforma change.org con il titolo “Salviamo il Centro Servizi Culturali e Bibliotecari di Nardò”.