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Lecce in piazza per lo sciopero generale dell’USB: “Vogliamo una vita degna”

 

Articolo di Annamaria Niccoli

 

Straordinaria partecipazione di studenti, lavoratori e realtà associative ha animato Lecce in occasione dello sciopero generale indetto dall’USB (Unione Sindacale di Base). Una mobilitazione vissuta all’insegna della continuità con i movimenti che in tutta Europa, dalla Francia alla Spagna, dalla Grecia all’Albania, vedono le nuove generazioni alzare la voce contro il peggioramento delle condizioni di vita e il progressivo smantellamento dei servizi pubblici.

Il tema della spesa pubblica ha occupato un ruolo centrale della manifestazione. È stato aspramente criticato il divario nei finanziamenti della legge di bilancio, che vede destinati 4,7 miliardi di euro alla Difesa a fronte di appena 2,4 miliardi per la Sanità. Una scelta politica definita inaccettabile dai manifestanti, che chiedono di invertire la rotta, investendo invece sull’istruzione pubblica e su servizi essenziali.

L’intervento di Duilio Romanello per Potere al Popolo Lecce, hanno allargato lo sguardo a un arco temporale di trent’anni, individuando nelle politiche portate avanti nel tempo, condiviso da entrambi gli schieramenti di centro-sinistra e centro-destra, la radice profonda della crisi sociale odierna.

Con stipendi e pensioni congelati da decenni e un’inflazione galoppante, il costo della vita è diventato insostenibile. Se in passato lo stipendio di un lavoratore dipendente riusciva a coprire gran parte del mese, oggi la soglia critica si sposta drammaticamente già verso la seconda settimana.

Da qui la richiesta netta avanzata dai sindacati di farsi protagonisti di una lotta radicale per riparare e incrementare i salari e le pensioni, restituendo dignità al lavoro dipendente.

Diversi partecipanti, intervenuti a titolo personale, hanno lanciato un appello esplicito a una maggiore coesione strategica: l’auspicio è che sigle come CGIL, USB e le altre organizzazioni sindacali sappiano in futuro convergere in un’unica giornata di sciopero generale, evitando frammentazioni che rischiano di indebolire l’efficacia della lotta.

Accanto a ciò, è emersa con forza la difesa del movimento studentesco. I cortei leccesi sono sempre stati profondamente pacifici, hanno voluto rispedire al mittente i pregiudizi che dipingono i giovani come violenti, sottolineando come la stragrande maggioranza dei ragazzi scenda in piazza mossa esclusivamente da un autentico spirito civico.

Foto e video a cura di Annamaria Niccoli