LECCE – Una rete dopo appena quindici secondi di Vlahovic decide la sfida tra Lecce e Juventus con i giallorossi che sono rimasti aggrappati al match giocando a tratti anche un calcio discreto, ma con evidenti lacune in fase difensiva. Adesso i giallorossi devono sperare che il Pisa fermi la Cremonese domani per non vedere ridurre il margine di 4 punti che li distanzia dalla zona rossa.
Per la sfida all’amico Spalletti, Di Francesco schiera l’undici della vigilia, la stessa formazione che aveva affrontato dall’inizio il Pisa nel turno precedente. Ma già al fischio d’inizio la gara si mette male. Partenza con un lancio di Locatelli verso l’area di rigore e sia Veiga sia Siebert non sono capaci di respingere la sfera che va sui piedi di Vlahovic. Per il serbo è un gioco da ragazzi battere Falcone.
La partita si vivacizza subito con Cheddira che ha al 3’ la palla del pareggio dopo una bella discesa di Banda sulla sinistra, ma il suo tiro viene parato da Di Gregorio. Neppure il tempo di rifiatare e Conceicao colpisce un palo al 4’ a portiere battuto. Il Lecce pian piano assorbe lo svantaggio e gioca anche discretamente palla a terra. Almeno fino alla mezz’ora quando i lanci lunghi prendono il sopravvento contro una Juve che si limita a contenere. L’ultimo brivido della frazione viene da un errore di Tiago Gabriel che innesca l’attacco juventino e Conceicao manca di poco il raddoppio.
Nella ripresa nuovamente la prima occasione è per la Juve e sembra essere quella che chiude il match. Vlahovic approfitta di una corta respinta di Falcone e, dopo un tentativo, trafigge il portiere giallorosso. Solo il Var salva il Lecce segnalando una posizione di offside del serbo. Nuovamente la tecnologia annulla un altro gol ai bianconeri per un nuovo fuorigioco di Vlahovic all’inizio di una azione che si concretizza con il gol di Kalulu.
Dopo i due gol annullati, Di Francesco passa alla difesa a tre e la squadra ne trae beneficio, ma solo dopo la mezz’ora arrivano due buone occasioni con N’Dri e Pierotti, ma che non sortiscono gli effetti sperati. Negli ultimi minuti il tecnico passa persino al 4-2-4, spostando il rispolverato Helgason ad esterno sinistro. Di pericoli veri per Di Gregorio però non ce ne sono, mentre dall’altra parte è Falcone a dover dire di no al raddoppio juventino.
Tra i giallorossi male soprattutto il centrocampo dove Ramadani, Ngom e Coulibaly non riuscivano mai a trovare le misure sullo schieramento di Spalletti. Davanti Cheddira si è mosso meglio rispetto al passato ed è un peccato che Di Francesco non lo abbia provato a fianco di Camarda, decidendo invece per la staffetta. Sicuramente, però, la scelta del 3-5-2 per un buon pezzo di ripresa è una base su cui lavorare in vista della trasferta di Sassuolo che gioca molto sugli esterni come la Juve di stasera.




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