VEGLIE – Giovedì 24 aprile il Comune di Veglie ha inaugurato in via G. Rodari gli “Orti di San Francesco – spazi di comunità per coltivare relazioni”.
L’iniziativa, promossa nell’ambito della Legge regionale 10/24 “Orti di Puglia”, rappresenta un importante progetto di agricoltura urbana, finalizzato alla creazione di spazi condivisi dedicati alla coltivazione, all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva della cittadinanza.
L’evento ha rappresentato un momento significativo per presentare ufficialmente il progetto, conoscere gli assegnatari degli orti urbani e avviare le attività che animeranno questo nuovo luogo di aggregazione.
Nel corso dell’evento sono stati consegnati gli orti agli assegnatari e la presentazione dell’Orto Socio-Terapeutico, che sarà gestito dalla Comunità L’Arca Onlus con il supporto del Centro per disabili Fantasylandia Ability.
Un progetto che va oltre la semplice coltivazione, configurandosi come un vero e proprio laboratorio di inclusione, solidarietà e crescita collettiva, capace di unire generazioni e realtà diverse attraverso il contatto con la natura.
“Con l’inaugurazione degli Orti di San Francesco – ha spiegato la sindaca Mariarosaria De Bartolomeo – compiamo un passo importante verso la costruzione di una comunità più coesa, inclusiva e attenta al territorio. Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per riscoprire il valore della condivisione e della sostenibilità, restituendo ai cittadini uno spazio vivo, da curare insieme. “Gli orti urbani – ha aggiunto il vicesindaco Salvatore Fai – sono un esempio virtuoso di come si possa fare comunità partendo da azioni semplici ma significative. Questo progetto mette al centro le persone, favorisce la partecipazione e promuove un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo”.
“Abbiamo fortemente voluto questo progetto – ha sottolineato il consigliere Cosimo Vetrano – perché crediamo nelle potenzialità dell’agricoltura urbana come strumento di valorizzazione del territorio e di crescita sociale. Gli Orti di San Francesco saranno un punto di riferimento per la cittadinanza, un luogo in cui coltivare non solo la terra, ma anche relazioni e opportunità”.




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