di ROBERTO GIORDANO ANGUILLA, Vice Sindaco di Lecce
Celebrare il movimento sociale italiano non si può criticare sotto il profilo costituzionale. Il movimento sociale italiano dal dopoguerra è stato inserito, a pieno titolo, nell’arco costituzionale, democratico e parlamentare. Il suo stemma è stato presente in tutte le competizioni elettorali democratiche del nostro Paese, dalla caduta del fascismo. Che all’interno del movimento sociale italiano vi siano stati elementi fuori dalla logica democratica è un falso storico, poiché, a destra di tale movimento sono sorti gruppi extraparlamentari che nulla avevano a che fare con la storia, lo statuto, i principi e l’azione dell’Msi. Chiunque non avesse accettato i principi ispiratori del partito sarebbe stato mandato via. Infatti, l’Msi, soprattutto durante il periodo di tangentopoli e nell’avvio della cosiddetta seconda repubblica ha avuto un ruolo essenziale e determinante per la costruzione di nuove logiche e di nuove fasi per la nostra repubblica. Potremmo anche menzionare l’appoggio esterno che il MSI dette al governo Tambroni, di ispirazione demoscristiana. Il gesto del sindaco Adriana Poli Bortone, pertanto, rappresenta un omaggio a uomini e donne che non hanno mai tradito il tricolore ma che anzi hanno rappresentato un punto di riferimento per quella destra parlamentare e democratica ispirata al corporativismo e mai riconducibile alla dittatura. Il MSI ha rappresentato per la sua storia, una lotta politica al comunismo ed al capitalismo sfrenato. Viene da sorridere se si pensa che tante anime del movimento sociale italiano, quella rautiana soprattutto, avevano, in tempi non sospetti, una visione ambientalista, pacifista antiatlantista ed europeista: valori che hanno arricchito il dibattito nel nostro Paese. Solidarietà al sindaco Adriana Poli Bortone che ha subíto offese di ogni sorta, evidentemente, da parte di chi non conosce la storia delle dottrine politiche e del nostro Paese.




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