CAVALLINO – Tutto pronto per la Festa della Madonna del Monte in programma come da tradizione per il primo weekend di maggio a Cavallino. Il comitato feste scalda i motori iniziando così la propria missione. Raccolta fondi e preparativi infatti sono già partiti a testimonianza della devozione del paese salentino, tramandata da generazioni e che continua ad unire famiglie anche a distanza.
Don Alberto Taurino, che non fa mai mancare il suo impegno per organizzare al meglio la festa più sentita dai cavallinesi, alla presentazione che si è tenuta presso la sala consiliare “Mario Gorgoni”, afferma che “con spirito di fede, di memoria e di identità i cavallinesi accoglieranno il simulacro della statua della Madonna, accoglieranno Maria nella propria vita spirituale nella simbolica discesa dal Palazzo Ducale come avviene ogni anno”. Don Alberto ha voluto fortemente questa presentazione proprio nel giorno dell’Annunciazione di Maria Santissima in quanto si ha veramente un annuncio alla comunità, e perché diventi una festività non solo religiosa ma anche civile. Don Alberto continua: “non è facile oggi fare una festa civile per la quale il comitato cerca di raccogliere i contributi necessari per poterla rendere decorosa e degna per i cittadini. Anche perché stiamo parlando di una Civitas Mariae in cui il cavallinese ha il culto della Madonna e la sente sua e la vuole pregare, la vuole sentire sua. Non voglio discostarmi dall’aspetto religioso. Maria è la mamma di Gesù, è uno strumento che ci dà la possibilità di sentire il Signore sempre vicino nella nostra vita. Altro aspetto importante è che è stata scelta la sala consiliare perché è la casa dei cavallinesi e rappresenta anche la disponibilità del sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni, dell’amministrazione e di tutti nell’accogliere questa presentazione. I giorni della festa della Madonna del Monte significano accoglienza, integrazione, carità, in cui le persone si sentono davvero coinvolte in tutto”.
“E’ una festa importante per la comunità di Cavallino e Castromediano” afferma il sindaco Bruno Ciccarese Gorgoni ” e come amministrazione abbiamo sempre sostenuto la festa della Madonna del Monte, ma anche la festa di San Domenico. Significa investire nella comunità, nell’identità, nella capacità anche di guardare al futuro non dimenticando il passato, e poi quest’anno la festa assume un carattere speciale perché ricorrono i 250 anni dal verificarsi del miracolo, quandoun fulmine si abbatté sulla cappella del MOnte gremito di fedeli che rimasero incolumi. Quindi è bene ricordare la nostra storia, è bene soprattutto investire in queste feste perché significa poi ricordare la forte devozione che c’è stata e che continua ad esserci e che ha attraversato interi secoli. Le feste sono anche occasione per promuovere lo sviluppo del territorio, dal punto di vista culturale e dal punto di vista turistico. Ad esempio l’anno scorso Cavallino ha ospitato un educational di giornalisti che hanno parlato delle nostre feste e che hanno scritto articoli pubblicati poi su diverse riviste”.
Presente anche il giornalista e storico Giuseppe: “La festa della Madonna del Monte è una festa storica ed identificativa per la comunità di Cavallino.Il suo culto si interseca in maniera indissolubile con la casata dei Castromendiano. Ne sono la dimostrazione la tela di Luigi Tondi del 1776 che racconta lo scampato pericolo da un fulmine che si abbatté sulla cappella del Monte, lasciando incolumi tutti gli astanti, evento dal quale quest’anno ricorrono i 250 anni che il comitato ha inteso rimarcare con una serie di iniziative culturali, civili e religiose che faranno da corollario al cartellone delle celebrazioni vere e proprie. Per ritornare alla tela, ne fu il committente Don Giacinto Castromediano, come Fra’ Tommaso Castromediano fu committente della tela sull’altare di San Giovanni Battista sempre nella cappella del Monte, quindi un culto quello della Madonna che si interseca con la storia di Cavallino e che la identifica. E’ una festa che ha delle peculiarità, molto particolare che ha i suoi momenti fondanti: la discesa dela statua della Madonna dalla cappella del Palazzo ducale, dove è custodità durante l’anno, il canto dell’inno, un inno antico composto tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 dal Maestro Coniglio Gallo, canto commovente e toccante che viene eseguito dai bambini accompagnato dal concerto bandistico. E poi il momento centrale delle celebrazioni che è il pellegrinaggio dalla Chiesa Madre sino alla cappella del Monte, la località dove, secondo quanto si tramanda dai nostri avi, la Madonna avrebbe scelto come luogo di erezione della sua cappella, poco distante dalla località chiamata Ruta, dove secondo la tradizione, sarebbe stato ritrovato il monolite raffigurante l’immagine della Vergine. Tutto questo fa di questa festa la festa dei Cavallinesi. Incentrata sulla socialità, il momento in cui ci si ritrova. Molta gente che vive fuori torna a Cavallino proprio per questo evento, quindi un momento di incontro e soprattutto un appuntamento con la storia e con le nostre radici, e va preservata. Come comitato feste ci si sta impegnando moltissimo per questo perché venga mantenuta costante negli anni e perché ne siano preservati tutti quegli elementi che fino ad oggi l’anno caratterizzata”.




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