Vittoria doveva essere e vittoria è stata. E come nei migliori film, il gol decisivo è arrivato al 90’ con una punizione magistrale di Banda sotto la Nord. Un gol che ha fatto esplodere uno stadio impazzito all’inizio per la rete di Gandelman e poi sofferente per un Lecce che non riusciva a trovare la chiave per battere un’Udinese mai davvero pericolosa in avanti e che aveva trovato il pareggio su di un regalo di Gaspar. Tra i ragazzi di Di Francesco ottimo proprio Gandelman, autore del primo gol e poi sfortunato per una traversa colpita nel finale. Buona anche la prova di Ramadani e Coulibaly che hanno dovuto tirare la carretta per tutta gara in assenza di cambi alla loro altezza.
Partenza ottima per i giallorossi che prima sfiorano il gol con Cheddira al 3’ (colpo di testa alto su cross di Sottil) e poi sbloccano il punteggio con il nuovo acquisto Gandelman. Il merito è di Pierotti che recupera palla al vertice destro dell’area di rigore, Cheddira sbaglia l’assist per Sottil, ma una scivolata di Karlstroem permette all’israeliano di calciare un rigore in movimento.
L’Udinese prova a scuotersi dopo lo svantaggio ma è ancora il Lecce a farsi pericoloso con una punizione dal limite di Sottil che esce di poco a lato. La gara non trova altri sussulti fino al 25’ quando un pessimo Gaspar, che fino a quel momento aveva sbagliato praticamente ogni giocata, commette uno stupido fallo da rigore su Zemura. Dal dischetto Solet spiazza Falcone.
L’ultimo sussulto del primo tempo è alla mezz’ora con Tiago Gabriel che di testa da corner va vicino al gol del nuovo vantaggio. Poi più nulla ad eccezione di un dribbling sulla trequarti giallorossa da parte del talento friulano Atta. La sua conclusione va larga e Falcone può tirare un sospiro di sollievo.
Nella ripresa il Lecce prova a sfondare dalla sinistra con Sottil ma poche volte l’ala riesce a creare scompigli. Un tiro di Danilo Veiga è mandato in angolo da Okoye con la punta delle dita al quarto d’ora, ma poi il Lecce non riesce a pungere sino al rush finale. Lo stadio si spazientisce quando al 30’ Cheddira lascia il posto a Stulic perché avrebbe voluto che Di Francesco schierasse la doppia punta, ma alla fine ha ragione il mister.
Il finale è al cardiopalma: al 42’ Gandelman raccoglie una palla in area e scaglia un tiro che, complice una deviazione, si impenna e prende in pieno la traversa. Poi Banda si procura una punizione dal limite e va lui stesso a batterla. E’ il 90’ e la sua parabola aggira la barriera e si infila alle spalle del portiere friulano. E’ il tripudio giallorosso che si concretizza dopo quattro minuti di recupero.




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