I tifosi non sono numeri. Dietro ogni tifoso che ha deciso di fare l’abbonamento e di coloro i quali, vicini e lontani, per ragioni diverse, non hanno potuto sottoscriverlo, c’è una storia che lo lega indissolubilmente alla maglia giallorossa. Una storia fatta di sacrifici e di passione, di gioie e di dolori, ma soprattutto ricca di tanto amore verso i nostri meravigliosi colori. Non può essere consentito a nessuno di tirarli per la giacchetta o, tantomeno, strumentalizzarli a loro piacimento: se applaudono vanno bene, se criticano no. Non siamo (e mi ci metto pure io, abbonato di lungo corso) servi sciocchi. Il diritto di criticare è legittimo. Altra cosa sono gli insulti a giocatori e dirigenti “firmati” da gente frustrata.
Che il mercato estivo sia stato fallimentare non lo dico io, lo dimostrano i fatti. Che siano venuti a galla troppi mal di pancia è sin troppo evidente: se i vertici societari continuano a ripetere che alcuni calciatori hanno chiesto di cambiare aria vuol dire che qualcosa è andato storto.
Certo, restare in serie A è importante ma retrocedere non sarebbe la fine del mondo. Siamo abituati storicamente a prendere l’ascensore. Che il Lecce riesca a salvarsi o finisca in serie B paradossalmente diventa quasi un problema secondario. I tifosi chiedono solo di vedere in campo calciatori che danno tutto per questa maglia, capaci di mettere in campo grinta e determinazione e un grande cuore per non lasciare nulla di intentato. Poi sarà quel che sarà. Al netto di evidenti limiti tecnici e di schemi di gioco integralisti. Invece di attaccare inopinatamente tifosi e colleghi mi sarei aspettato un minimo di assunzione di responsabilità e, al contempo, un ringraziamento ai tifosi giallorossi. A cominciare da quello che si sobbarcano lunghe trasferte sopportando costi significativi e togliendo tempo prezioso alle loro famiglie. Sarebbe stato il modo migliore per ripartire e riaccendere l’entusiasmo che in questi momenti è ridotto ai minimi termini. Dare per scontato l’affetto del.popolo giallorosso sarebbe un errore madornale. E allora, ogni tanto fare un passo indietro corrisponde a farne due avanti. Per il bene del Lecce. Un pizzico di umiltà non ha mai fatto male a nessuno.




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