SAN CESARIO DI LECCE – Sono risuonate anche in questi giorni, in Libano, negli spazi del Caseificio creato dall’organizzazione no profit Oum El Nour quanto Akiki Jihad e Marie Catherine Mouawad avevano sottolineato nel corso degli incontri in Salento nell’ottobre scorso: “A voi questo può sembrare un piccolo progetto, per noi la sua importanza è straordinaria. Perché ci permette un enorme salto di qualità e ci consente di pensare al futuro della nostra azienda sia pure in un momento difficile come questo”.
Avviato nel febbraio scorso all’insegna delle parole chiave “la cooperazione nutre la pace”, si conclude dunque con ottimi risultati il Progetto “Caseificio Inclusivo in Libano”, promosso nel ruolo di capofila dall’associazione di promozione sociale TempoPresente, coordinato da Alberto Piccinni, presidente CTM_ Cooperazione nei Territori del Mondo, in collaborazione con l’organizzazione no profit libanese Oum El Nour beneficiaria dell’iniziativa, finanziato dalla Regione Puglia a valere sulla L.R. 20/2003 -Avviso pubblico 2024.
Obiettivo: rafforzare i servizi di integrazione socio-lavorativa rivolti a donne vittime di violenza e a ex-tossicodipendenti in Libano attraverso l’ammodernamento dei mezzi e dei sistemi di lavoro del Caseificio realizzato dalla stessa Oum El Nour nel 2020 grazie a CTM e alla Cooperazione Italiana, giovane e dinamica start up di inclusive business di piccola scala in via di un rilevante posizionamento sul mercato locale. Più specificatamente: ottimizzare la qualità del servizio di delivery del caseificio con la dotazione di un minivan refrigerato per mantenere la catena del freddo nela fase di distribuzione dei prodotti ai clienti e ai supermercati; fornire al Caseificio e ai servizi di Oum El Nour un sistema digitale (software) per l’ottimizzazione della supply chain per la gestione e il monitoraggio di tutte le fasi del processo produttivo e distributivo contribuendo alla crescita delle competenze digitali e gestionali.
Monitorare gli ultimi step del lavoro, e valutarne gli esiti raggiunti, è stato adesso lo scopo specifico della Missione nel Paese dei Cedri condotta nell’ultima settimana di gennaio dal coordinatore Alberto Piccini, presidente del CTM, anche per aggiornare l’analisi di contesto locale e programmare nuovi interventi congiunti nel settore dello sviluppo agro-alimentare.
“Sono state giornate molto intense di visite, verifiche, discussioni, confronto”, dice Alberto Piccini, “importanti per verificare i risultati raggiunti e comprendere come continuare a pensare insieme anche alla luce di una situazione di contesto segnata da un elevato livello di instabilità politica, economica e sociale. Caratterizzata da un progressivo indebolimento della capacità istituzionale e dei servizi pubblici, con un funzionamento dei servizi essenziali compromesso da anni di deterioramento infrastrutturale, carenza di risorse e ridotta capacità di pianificazione e gestione da parte delle autorità competenti.
Si pensi solo”, prosegue Piccinni, “al numero crescente di famiglie, da nord a sud del Paese, in condizioni di sempre maggiore vulnerabilità, con un progressivo indebolimento della capacità di far fronte ai bisogni primari e alle spese essenziali e all’esponenziale peggioramento del quadro economico, dove il potere d’acquisto è sempre più ridotto, il mercato del lavoro è in costante contrazione e i costi per l’accesso a servizi fondamentali quali educazione, sanità, acqua, elettricità e protezione sociale sono sempre più elevati. È per questo che progetti come questo del Caseificio Inclusivo diventano risposta essenziale e strategica e possibilità concreta per decine e decine di uomini e donne grazie al meccanismo virtuoso che potranno innescare”.
“Aver concluso positivamente questo progetto, in cui abbiamo creduto molto, e rafforzare contemporaneamente le ipotesi di collaborazione futura per noi è molto importante”, dice Salvatore Capone, presidente di TempoPresente aps, “Significa rafforzare quella relazione di scambio tra il Salento e il Libano che ha alle spalle una storia decennale ricchissima di rapporti consolidati nel tempo e esempi di buone pratiche di cooperazione internazionale.
Lo abbiamo ribadito anche quanto nell’ottobre scorso abbiamo ospitato i due dirigenti di Oum El Nour Akiki Jihad e Marie Catherine Mouawad: cooperare significa cercare e trovare i modi per sostenere lo sviluppo di popolazioni in situazione di indigenza economica o estrema fragilità sociale e soprattutto affermare il principio che il riconoscimento dell’altro è la via maestra se abbiamo a cuore un mondo in cui i conflitti possono essere affrontati e risolti in altri modi e con altre vie anche quando, come nella regione mediorientale, appaiono o rischiano di essere laceranti e insanabili.
Una via maestra che, a maggior ragione in questo momento di instabilità internazionale così preoccupante, dove sembra che a prevalere siano solo le ragioni della forza e la logica della potenza, noi avvertiamo il dovere etico di riaffermare. Insieme a un partner come il CTM che conosce perfettamente quei territori e che grazie ai progetti precedentemente attuati proprio con la realtà di Oum El Nour ha contribuito alla realizzazione di una piccola azienda agroalimentare, e siamo conviti che i semi messi a dimora con questo progetto potranno continuare a dare buoni frutti e, perché no, allargarsi anche ad altre realtà libanesi e mediorientali”.
Nell’ottobre scorso come si ricorderà il progetto era stato al centro di un incontro pubblico ospitato nel Palazzo Ducale San Cesario di Lecce, realizzato in collaborazione con Astràgali Teatro e con il Patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune di San Cesario, caratterizzato dagli interventi di Giuseppe Distante, Sindaco di San Cesario; Anna Luperto, Assessora alla Cultura e Pari opportunità Comune di San Cesario; Antonio De Donno, Sindaco di Tricase; Fabio Tarantino, Vicepresidente Provincia di Lecce, Sindaco di Martano; Alberto Piccinni, Coordinatore Progetto, Presidente CTM_Lecce; Akiki Jihad, Oum El Nour, Ufficio Sviluppo Risorse; Marie Catherine Mouawad, Oum El Nour, Ufficio Direzione Generale; Silvia Visciano, Dirigente sezione Ricerca e Relazioni internazionali Regione Puglia.
Incontro seguito dall’inaugurazione della Mostra fotografica “Tutto di Personale_storie di vita nuova” del fotografo Dario Gambino, viaggio per immagini nelle comunità inclusive di Sehaile e Fatqa, in Libano, create da Oum El Nour per accogliere donne vittime di violenza e altre persone fragili e a rischio esclusione sociale, soprattutto giovani, teso a raccontare storie, speranze e “vite nuove”, con uno sguardo intimo sulle vite di uomini e donne capace di restituire in modo inedito le complessità del contesto libanese.




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