Un gol di Adams alla mezz’ora del primo tempo condanna il Lecce alla sesta sconfitta nelle ultime otto gare di stagione. E’ il momento più basso della stagione giallorossa con Di Francesco non capace di invertire la rotta di una squadra che riesce a segnare con il contagocce.
Anche oggi la sua squadra è arrivata vicina alla marcatura con un tiro di Banda che ha preso il palo a portiere battuto a 10’ dal termine, ma nel complesso avrebbe dovuto fare di più contro la peggior difesa del campionato. Infatti gli uomini dell’ex Baroni venivano da un 6 a 0 tennistico in quel di Como e nella prima mezz’ora sembravano aver paura di scoprirsi troppo.
Per l’esito del match sono stati decisivi gli episodi accaduti nel giro di pochi minuti. Prima la doppia occasione per il Lecce con Coulibaly e Ramadani, poi è arrivata l’azione del gol granata. Falcone sbaglia un rinvio e dai piedi di Vlasic arriva il cross che permette ad Adams di bucare il portiere giallorosso. Con il risultato sbloccato si fa più difficile la manovra offensiva dei leccesi che si fanno vedere solo con un tiro di Gandelman, parato in corner.
Nella ripresa il Lecce deve prima aggrapparsi a Falcone, bravissimo su Zapata, poi ci prova con un tiro di Veiga, ma è troppo poco. La squadra si spegne con il passare dei minuti e Di Francesco sbaglia sostituzioni togliendo Gandelman, cosa che rende la sua squadra meno imprevedibile. E’ ancora Falcone a doversi superare per mantenere in vita i suoi.
L’unico guizzo offensivo giallorosso arriva con la conclusione di Banda che coglie il palo all’80’, poi nulla. La squadra non riesce a ingranare negli ultimi 20’ di gioco e gli ingressi di Sala e N’Dri fanno solo acuire la delusione per un mercato invernale che sembra non aver operato per migliorare i difetti di una rosa che possiede pochi cambi di qualità. In un calcio dove, con le cinque sostituzioni, le partite possono cambiare anche negli ultimi dieci minuti di gara, non essere intervenuti per migliorare la rosa è davvero un peccato mortale. Inoltre giocare sempre e solo con una punta rende prevedibile un gruppo che vive solo di tenacia invece che di tecnica. Per Di Francesco è il momento di riflettere anche sul modulo.




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