Photo Andrea Stella –
Quando si credeva che ormai Youssef Maleh si fosse ritagliato lo spazio giusto nelle gerarchie del centrocampo giallorosso, l’area tecnica del Lecce ha deciso di privarsi di uno dei suoi elementi con maggiore tecnica. A breve infatti, secondo quando appreso dalla nostra redazione, il calciatore (per lui solo 26 presenze con il club) passerà a titolo definitivo alla Cremonese, diretta concorrente per salvare la categoria.
Che non fosse mai sbocciato l’amore tra il duo Corvino-Trinchera e il centrocampista italo-marocchino lo si era capito subito dopo i primi sei mesi in giallorosso, tuttavia quest’anno sembrava davvero l’anno giusto perché Maleh potesse dare il giusto supporto alla causa del Lecce. Merito del lavoro di Di Francesco che lo aveva rivoluto in rosa e che di recente lo aveva mandato in campo da titolare. Come riprova il fatto che da una giocata di Maleh è nato l’unico vero pericolo nel match contro il Como (errore clamoroso dell’altro partente Kaba) e contro l’Inter proprio la mediana con lui e Coulibaly era apparsa ben assortita e molto più tecnica rispetto a quella con Ramadani, calciatore più di quantità che di qualità.
Senza nulla togliere a Ramadani, un vero motorino, il Lecce avrebbe bisogno di tanta qualità per invertire la rotta in termini di gol ed, invece, adesso perde uno dei suoi migliori centrocampisti cedendolo per giunta ad una diretta avversaria.
E’ vero che sono stati acquistati in questa finestra di mercato due mediani, Ngom e Fofana, ma Di Francesco per ora li ha ritenuti acerbi per la A, rispetto a quanto è stato scelto per Gandelman, subito titolare e che ha praticamente sostituito Kaba. Di conseguenza il Lecce perde con la cessione di Maleh esperienza e qualità, come se davvero si volesse lasciare fare alla fortuna nella difficile corsa per la salvezza. Anche perché, dopo le parole di Trinchera, sembra ormai sfumato il sogno dei tifosi di vedere rinforzato il reparto di esterni, che sarebbe necessario visto l’impalpabile contributo che stanno dando quest’anno i vari N’Dri, Morente e Pierotti.




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