Tanta amarezza per il Lecce che perde per 1 a 0 contro il Napoli capolista. Antonio Conte deve ringraziare nella sua partita numero 250 in A il suo portiere Milinkovic-Savic che ha neutralizzato al 10’ della ripresa il tiro dal dischetto del giovane Camarda, oggi preferito a Stulic nella formazione titolare. Scampato il pericolo, il Napoli è passato sull’ingenuità di N’Dri che ha commesso un fallo stupido ai limiti dell’area. Dalla punizione susseguente è nato il gol del successo partenopeo.
Foto a cura di Andrea Stella
Il Lecce, che prima del match ha festeggiato le 300 partite in A del suo Direttore Corvino, nel primo tempo subisce di più il Napoli che si fa vedere con una conclusione alta di Di Lorenzo e un tiro ravvicinato di Olivera respinto da Falcone. Per i giallorossi l’unico squillo è al 26’ con un rasoterra di Berisha dal limite dell’area che però esce di poco a lato. Meglio i giallorossi nella ripresa con l’ingresso di Morente per Pierotti. Il Lecce spinge di più e da un corner Juan Jesus commette un fallo di mano su di una conclusione di testa di Gaspar. Collu non se ne accorge, il Var sì che richiama il direttore di gara e gli fa cambiare idea. Peccato che dagli undici metri Camarda si faccia ipnotizzare dall’estremo difensore serbo. L’ex Milan subisce il contraccolpo psicologico e Di Francesco è costretto a sostituirlo come avviene anche per lo stanchissimo Banda, autore di una prova generosissima, al cui posto entra N’Dri.
Il Lecce sembra messo meglio in campo anche dopo il rigore sbagliato contro un Napoli che deve fare entrare Hoilund, Spinazzola e McTominay per provare a raggiungere i 3 punti. E al 70’ arriva l’azione che indirizza il match. Lo scozzese si fa fare un fallo stupido per la dinamica da N’Dri e Neres, anche lui in campo nella ripresa, pennella una punizione spizzicata in rete da Anguissa. Da notare che il gol è simile a quello subito dal Lecce nella partita di agosto contro il Milan, in entrambe infatti è Gaspar a farsi anticipare.
La reazione dei ragazzi di Di Francesco non si fa attendere, ma il Napoli si chiude bene e quando il Lecce ha le occasioni per entrare in area, la frenesia e la mancanza di qualità emergono. Alla fine festeggia Conte mentre per il Lecce è un’altra battuta d’arresto dopo la sconfitta di Udine. Sicuramente la squadra è viva, ma per restare in A serve ben altro in fase offensiva perché così com’è questa squadra fa tanta fatica a creare pericoli.
Tra i giallorossi sontuosa la prova di Tiago Gabriel e quella di Ramadani, mentre male Pierotti, N’Dri e anche Gaspar, colpevole della mancata marcatura sul gol subito. L’errore dal dischetto di Camarda non va a inficiare la valutazione della punta, lasciato troppo solo nel primo tempo. Forse però sarebbe stato meglio che si prendesse un altro la responsabilità del rigore, soprattutto per come ha reagito successivamente. In fin dei conti ha ancora 17 anni.











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