È un Lecce che va dritto per la sua strada quello che ha da poco iniziato il quarto consecutivo anno in Serie A. Alla fine del mercato estivo, il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino (coadiuvato dal ds Trinchera) e il presidente Saverio Sticchi Damiani hanno voluto tracciare il percorso del club fatto di budget, equilibrio e scommesse tecniche per sopperire alla mancanza di fondi.
Corvino ha fatto presente che il suo Lecce (quello appena retrocesso in B) è partito dall’impossibilità di acquistare calciatori ad essere un club che può permettersi investimenti di 6 milioni di euro per nuovi acquisti e soprattutto che può contare ben dodici nazionali in rosa. Rosa che non vedrà la presenza di Guilbert (già escluso prima del ritiro), Rafia e soprattutto Maleh che avrebbe potuto occupare un posto lasciato libero tra gli slot dei giocatori che sono cresciuti nei vivai italiani, ma che a sorpresa è fuori dal progetto tecnico.
Il direttore si è soffermato tanto su questa situazione di Maleh, evidenziando come non sia una scommessa persa dal club, ma che non ritiene il calciatore all’altezza rispetto agli altri elementi in rosa. Per lui il Lecce è competitivo così come è anche se deve far riferimento sempre a delle scommesse come è accaduto per Stulic. L’attaccante serbo è stato convinto dal direttore dalla prospettiva di crescere in questa sua esperienza nel Salento così da divenire famoso come tutti gli altri giocatori scoperti da Corvino tra i balcani. Per il direttore il Lecce non può permettersi calciatori costosi e di qualità elevata perché è un club che sta crescendo ma che fino a pochi anni fa era in C e deve fare di necessità virtù visto che deve rispettare i bilanci.
Affermazione che fa il paio con quanto detto dal Presidente Sticchi Damiani al quale brillano gli occhi quando parla della prossima apertura del nuovo centro sportivo a Martignano. Per il presidente il Lecce sta facendo passi da gigante e non tutti gli investimenti sono solo per gli impianti. La parte sportiva è stata oggetto di numerosi investimenti e il Lecce è cresciuto con acquisti importanti ma che possono essere fatti solo grazie alle plusvalenze. I dati evidenziati dal presidente dicono che con le sole entrate del club (55 mln in media) il Lecce degli ultimi due anni sarebbe in perdita ed è solo con la vendita di alcuni calciatori che la società può garantire un pareggio di bilancio viste le uscite (nell’ultimo anno 87 mln).
Il presidente infatti parla della difficoltà di fare calcio per le medio piccole soprattutto perché ormai non ci sono solo le grandi squadre che possono permettersi di spendere, ma anche le neopromosse che fanno riferimento a gruppi imprenditoriali esteri ricchissimi. Tra questi colossi il Lecce deve cercare di ottenere il risultato sportivo ma soprattutto di dare continuità alla vita del club. E per far questo la società si sta digitalizzando (nuovo sito e nuovo store) ed è in progetto quello di essere sempre più internazionale come desidera Sticchi Damiani da sempre. Un Lecce che cresce ma che lo fa con i piedi ben piantati per terra.
Foto a cura di Andrea Stella
















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