LECCE – Apertura domani (martedì 19 agosto) con l’ “Oreste” di Euripide per la quinta edizione di “Mitika – Teatro e Mito nella contemporaneità”, rassegna teatrale organizzata dal Comune di Lecce in collaborazione con Puglia Culture e Aletheia Teatro in uno dei luoghi “mitici” del capoluogo barocco: l’ex Convento dei Teatini, nel cuore del centro storico di Lecce.
In scena infatti alle 21 (porta ore 20.30) Pino Quartullo per un testo che vede l’ adattamento e la regia di Alessandro Machìa, una produzione di Làros di Gino Caudai/Compagnia Zerkalo, e sul palco anche Marco Imparato, Alessandra Fallucchi, Giulio Forges Davanzati, Claudio Mazzenga, Silvia Degrandi, Tommaso Garrè, Alessandro Giorgi, Alessia Ferrero, Valeria Cimaglia, Stefania Bassino.
Rappresentato per la prima volta nel 408 a.C. in un’Atene logorata dalla guerra e ormai vicina alla sconfitta definitiva, l’ “Oreste” di Euripide è la libera e corrosiva rilettura di uno dei miti più rappresentati nel teatro tragico. Oreste, braccato dalle Erinni e preda dei rimorsi per il matricidio commesso, viene condannato a morte dall’assemblea degli Argivi. Abbandonato al suo destino dal dio Apollo – che l’aveva spinto al delitto – e dal pavido zio Menelao, che ritorna vanesio e trionfatore fingendosi estraneo a ogni responsabilità; perseguitato dalle Erinni e in preda al deliquio, in uno stato di allucinazione e di profonda prostrazione psichica, Oreste medita una sanguinaria vendetta su Elena e Menelao – forse l’unico atto totalmente libero e pienamente cosciente del giovane figlio di Agamennone. Ma non riuscirà a portare a termine il suo piano omicidiario, il suo gesto di libertà, per il bizzarro ed estremo intervento di Apollo, che imporrà la pace tra il giovane matricida e Menelao, divinizzando addirittura Elena.
Vicenda cupa e angosciosa dal finale solo apparentemente lieto, questa tragedia, oltre a essere una delle più riuscite prove drammaturgiche di Euripide, è una vera e propria indagine sul sacro e sul divino coi mezzi della tragedia. L’irruzione del dio Apollo, che ferma Oreste e il suo piano omicidiario, è un gesto di umiliazione dell’umano a cui il Dio non consente nulla di veramente libero, neanche nel male. Euripide anticipa così – per contrasto e in maniera vertiginosa – un tema che si affaccerà soltanto col cristianesimo per poi diventare il tema per eccellenza della modernità: la libertà.
Prossimi appuntamenti di “Mitika” “Maledetta primavera” (8 settembre), con Daria Paoletta, e “Pluto” di Aristofane nella versione de I Sacchi di Sabbia/Compagnia Lombardi-Tiezzi (20 settembre). Biglietteria presso l’ex Convento dei Teatini di Lecce lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 20; info 351.7521877 negli stessi orari; ticket acquistabili anche online e nei punti vendita Vivaticket (posto unico 10 euro).




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