NARDò – Marina Pierri è ospite giovedì 17 luglio, alle ore 20.30, nel Giardino dei Lettori della Biblioteca Vergari di Nardò, di “Aspettando Crocevia…”, l’’anteprima della VI edizione del Festival “Crocevia per lo Ionio”, organizzato dall’Associazione Sogni di Carta e il Presidio del libro di Nardò.
Dopo Oscar Farinetti, è la scrittrice di origini pugliesi a presentare la sua ultima fatica letteraria dal titolo “Gotico Salentino”, edito da Einaudi, dialogando per l’occasione con Silvia Muci e Marialucia Rocca.
Il romanzo, come il titolo lascia intuire, è ambientato nel Salento, dove la protagonista Filomena, ex giornalista quarantenne, si trova a far i conti con le ombre e gli spiriti di Dimora Quarta, una villa di famiglia che si erge tra i paesaggi del Sud Italia e che eredita dopo la morte del padre. La donna lascia Milano per raggiungere Palude del Salento e cercare di trasformare l’abitazione in una lussuosa struttura ricettiva turistica.
Marina Pierri ha un legame particolare con questi luoghi: “In me convivono due anime, che fanno parte delle mie origini, quella barese e quella salentina. Il Salento fa parte di me. Per me il Salento è cuore”.
Una terra che si è prestata perfettamente come ambientazione della sua storia piena di suspence e mistero, svelando il suo aspetto “gotico”: “Volevo raccontare un Salento diverso da quello che solitamente viene conosciuto come quello di “lu sule, lu mare, lu ientu”, da cartolina, che viene proposto ai turisti. Volevo dare un’altra immagine del Salento, quella gotica appunto, perché il Salento è anche questo, con paesaggi e luoghi che specialmente di notte assumono caratteristiche particolari e misteriose. Non a caso ho preferito l’entroterra, con le campagne e le distese di alberi che sembrano nascondere qualcosa di enigmatico. Non è stata una grandissima sfida renderlo tale nel libro, il Salento è già gotico di per sé.”
Il romanzo si sviluppa attraverso missive che la protagonista Filomena invia alla sua psicologa, uno stratagemma stilistico che Marina Pierri giustifica così: ”Il mio romanzo è un romanzo epistolare, che anche in questo segue la linea gotica. Volevo far sapere subito che la protagonista viene seguita da una specialista per porre rimedio ai suoi disturbi emotivi. Il tema della salute mentale è un argomento che spesso viene tralasciato, credo invece sia giusto parlare anche di questo, un tema quanto mai attuale. Non bisogna vergognarsi di discutere di determinati disturbi.” E la personalità della donna è di certo complessa e irrequieta, mentre l’autrice definisce la sua protagonista “sostanzialmente una vigliacca, che ha bisogno di aiuto per accedere al suo passato e affrontarlo, per entrare nuovamente nella storia della sua famiglia e comprenderla.”
Si può poi trovare un’immagine metaforica nella storia di Filomena: così come i fantasmi che lei vede infestano la casa della sua famiglia, allo stesso modo le inquietudini infestano la sua anima. Quei fantasmi rappresentano quelle parti di lei che necessitano di una guida per placarsi. E accanto a lei ci sono due anime davvero d’eccellenza: quella di Mary Shelley e Shirley Jackson, le regine del terrore, che si pongono come fidate consigliere. Due nomi importanti della letteratura gotica, che in un certo senso hanno saputo guidare la scrittrice nell’elaborazione della trama: “Sono state per me fonte di ispirazione, ho studiato la loro biografia, la loro personalità letteraria, da loro ho anche tratto quella componente giocosa che aiuta a rendere il romanzo dagli aspetti gotici.”
Donne che hanno cercato di affermarsi andando controcorrente, dando vita a una forte ribellione. Il femminismo è molto presente in “Gotico Salentino”, con il suo essere anticonvenzionale e promotore della lotta per la libertà di espressione della donna. Un qualcosa che ben si unisce al gotico. “L’horror – spiega Marina Pierri – è un genere in cui il femminile è vivo e dimostra come esso si possa trasformare. Basti pensare alla stessa Dimora, luogo di dolcezza che diventa luogo di paura e mistero. Tutto ciò dimostra come l’horror possa prestarsi bene come veicolo del femminismo.”
Nel suo libro Marina Pierri fonde abilmente, dunque, diverse tematiche: legami famigliari, psicoterapia, patriarcato e tanto altro. E ora quella terra di cui parla è già pronta ad accoglierla per parlare del suo libro, come già fatto in passato. “Ho tenuto diverse presentazioni del mio libro nel Salento – spiega l’autrice – devo dire che è stata un’esperienza straordinaria, sono sicura che lo sarà anche questa volta. Non credo di trovare una terra diversa da quella che conosco e da me raccontata.”




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