Vuole crescere e ha scelto un club in cui si rispecchia per valori. Owen Kouassi sarà uno dei nuovi esterni di fascia destra della difesa giallorossa. Non un alter ego di Danilo Veiga, ma complementare al portoghese poiché più attento in fase difensiva tanto che nello scorso anno ha giocato prevalentemente da centrale destro in una difesa a tre.
Il Lecce lo ha visionato per tutta la scorsa stagione quando giocava con la maglia del Laval nella B francese, ma con l’intento di posizionarlo a destra nella forchetta dei quattro difensori centrali che Di Francesco vuole plasmare per il suo 4-3-3. «Già a gennaio lo avremmo voluto prendere – afferma il direttore sportivo Stefano Trinchera durante la conferenza al Via del Mare – poi abbiamo deciso di puntarci per questo campionato. E’ un terzino che ha le caratteristiche che cerchiamo e può fare un percorso di crescita importante con noi dopo che qualche mese fa ha esordito con la U23 della Costa d’Avorio.
Kouassi è nato a Parigi e ha il doppio passaporto, cosa che gli ha permesso di arrivare in Italia da comunitario. «Mio padre mi ha sempre parlato benissimo della Serie A – dice il nuovo difensore giallorosso – perché è di vecchio stampo quando il campionato italiano era il migliore al mondo. So che dovrò migliorare in fase di attenzione perché la A è un campionato che si basa molto sulla fase difensiva. A me piace giocare a destra anche se lo scorso anno ho giocato prevalentemente da centrale. Lì a Laval il settore giovanile è importante e mi ha trasmesso ottimi fondamentali, lo scorso anno poi ho giocato in una squadra aggressiva e questo mi ha permesso di mettere in mostra le mie doti atletiche.»
Nel Lecce servirà molto il suo atletismo visto che i giallorossi dovranno nuovamente sgomitare per mantenere la categoria. «L’impatto con la città e i tifosi è stato piacevole ed ho potuto ammirare le spiagge del Salento. Prima di venire ho ricostruito la storia recente del club e visto il match con la Lazio. Come il Lecce, anche io ho gioco sempre con il cuore e do tutto me stesso in campo. Qui avrò modo di crescere e per questo devo imparare la lingua per rispondere presente al mister con cui ho già parlato durante i primi allenamenti su come mi vuole nel suo modulo.»
In ultimo Kouassi parla del suo idolo e della scelta del numero di maglia. «Mi ispiro ad Aurier, un terzino ivoriano come me. Non sono superstizioso e dunque non ho un numero che devo prendere per forza. Mi piace il 21, ma non c’è un motivo specifico. Voglio dare tutto per il club che mi ha accolto bene come tutti i miei nuovi compagni di squadra.»








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