“Va ringraziato il Consigliere Perrone per essersi preso la briga, qualora i cittadini se ne fossero dimenticati, che sotto la sua Amministrazione, la partecipata Lupiae Servizi ha prodotto perdite per 11 milioni di euro, ripianati con i soldi dei cittadini leccesi.
Ne avevano colpa i dipendenti? Direi di no, dato che non avrebbero potuto avere responsabilità nelle scelte gestionali. Ne avevano colpa i cittadini leccesi che hanno pagato dalle loro tasche i frutti di questa insana gestione? Sarebbe arduo sostenerlo. Meno male che il Consigliere Perrone si occupa di ricordarci chi guidava l’Amministrazione, chi sceglieva il management, chi si occupava degli indirizzo strategici quando la Lupiae generava 11 milioni di perdite: era lui a governare la città.
Peccato che il consigliere lo rivendichi come un merito da ex Sindaco. Sinora mai era capitato di veder rivendicate simili nefandezze gestionali come atti di cui menar vanto.
Di più: lui stesso chiede come mai non siano stati monetizzati tramite dismissione i suoli conferiti nel 2012 alla Lupiae per ripianare le perdite di bilancio per circa 4 milioni. Evidentemente la calura agostana gioca brutti scherzi: dimentica il consigliere Perrone che ha avuto un intero quinquennio di consiliatura, da Sindaco, per farlo. Cinque anni. Perché non l’hai fatto, consigliere Perrone?
Ci sarebbe anche da ricordargli che quel rimedio, peraltro oggi non ripetibile perché non consentito dalle normative vigenti, è stato il padre putativo delle attuali difficoltà di Lupiae.
Una società con forti debiti da onorare verso l’erario e gli istituti previdenziali per oltre 4 milioni e che si indebita costantemente verso le banche per cifre intorno ai due milioni di euro, è evidente che ha bisogno di liquidità e non di immobili. Conferire un immobile mette una toppa al bilancio ma dà il colpo di grazia alla società stessa, che non ha i mezzi per assolvere ai propri impegni finanziari.
Ora di fronte a questi capolavori gestionali che hanno portato Lupiae sull’orlo del collasso finanziario, Perrone non ha soluzioni da proporre. Sa bene che la legge Madia, la normativa sugli aiuti di stato e il codice degli appalti pongono limiti invalicabili.
Bisogna ora rimboccarsi le maniche e, verificati tutti i percorsi che la legge consente, adottare le soluzioni migliori a tutela sia dei lavoratori e delle loro famiglie, sia dei cittadini e delle famiglie leccesi tutte, che vedono i conti del Comune anch’essi al limite del dissesti e gravati dalle dissennate scelte politiche del governo ventennale del centrodestra.
Si farà il massimo possibile con il concorso di tutti gli attori in gioco. Si affronteranno i gravi problemi frutto delle politiche stolte di chi, avendone avuto la responsabilità, non ha neppure il pudore di un onesto silenzio e sventola i meriti di anni di malagestione e perdite milionarie addossate ai cittadini leccesi come una coccarda da appuntare sul petto.
Ovviamente chi oggi strepita non ha soluzioni da offrire, perché conosce la normativa ed i nuovi vincoli con cui oggi, diversamente da ieri, occorre fare i conti. Ammesso che sia sano non risolvere i problemi di una società, accollando invece sulle spalle dei leccesi tutti, i debiti milionari e le scelte politiche di convenienza.
Diceva il buon Fabrizio De Andrè in una delle sue più belle canzoni: “si sa che la gente dà buoni consigli, sentendosi come Gesù nel Tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”.
Ecco Perrone probabilmente si sente Gesù nel tempio. Il cattivo esempio però l’ha già dato. Buoni consigli da dare non sembra invece ne abbia”.




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