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Inflazione e conflitto ucraino: gli effetti sulle imprese salentine, i dati dei Comuni

LECCE –  L’impennata dei prezzi delle materie prime, il conflitto ucraino e gli strascichi della pandemia stanno determinando effetti differenziati sui territori e sulle imprese salentine.

Su base annuale, dal 31 marzo 2021 al 31 marzo 2022, le aziende sono diminuite a Ortelle, Miggiano, Castro, Salice salentino, Poggiardo, Morciano di Leuca, Ruffano, Uggiano La Chiesa, Guagnano e Surano. Sono aumentate, invece, a Montesano salentino, Patù, Palmariggi, Tiggiano, Martignano, San Cassiano, Melendugno, Botrugno, Carpignano salentino e Cutrofiano. Questi sono solo alcuni dei Comuni salentini presi in esame nel nuovo studio condotto dall’Osservatorio economico Aforisma, diretto da Davide Stasi.

È stata stilata la graduatoria dei Comuni salentini, in base alle variazioni percentuali, sia annuale che trimestrale, delle imprese attive (sono 65.917), cioè quelle iscritte in Camera di Commercio, che esercitano l’attività e non risultano avere procedure concorsuali in atto. Si tratta, quindi, di un sottoinsieme dello stock totale delle imprese registrate (76.429).

«Gli ingranaggi dell’economia salentina – spiega Davide Stasi, direttore dell’Osservatorio Economico – continuano a girare a velocità diverse: in alcuni Comuni è diminuito il numero delle imprese, in altri è invece aumentato, anche in relazione alle tipologie delle attività produttive e commerciali maggiormente presenti. Dall’analisi emerge una dicotomia tra i centri urbani più grandi, storicamente caratterizzati da una maggiore diversificazione delle attività economiche e le altre realtà di dimensioni più ridotte, a specializzazione più elevata. Più in generale, la vulnerabilità di un territorio dipende sia dal grado di diffusione dei settori maggiormente colpiti dalla crisi sia dal grado di specializzazione dell’economia locale in tali attività. Oltre a presentare caratteristiche di asimmetria tra i comparti produttivi, la crisi appare fortemente discriminante rispetto alla dimensione d’impresa».

Su base annuale, dal 31 marzo 2021 al 31 marzo 2022, le aziende sono diminuite a Ortelle con una flessione del -4,8 per cento (da 146 a 139); Miggiano -4,2 per cento (attività da 214 a 205); Castro -3,1 per cento (da 161 a 156); Salice Salentino -1,6 per cento (da 505 a 497); Poggiardo -1,5 per cento (da 467 a 460); Morciano di Leuca -1,4 per cento (da 293 a 289); Ruffano -1,2 per cento (da 889 a 878); Uggiano La Chiesa -1,2 per cento (da 408 a 403); Guagnano -1,2 per cento (da 418 a 413) e Surano -1,2 per cento (da 171 a 169).

Sempre su base annuale, le aziende sono aumentate, invece, a Montesano salentino del 5,2 per cento (da 193 a 203); Patù +4,9 per cento (da 122 a 128); Palmariggi +4,6 per cento (da 108 a 113); Tiggiano +4,5 per cento (da 220 a 230); Martignano +4,5 per cento (da 112 a 117); San Cassiano +4,3 per cento (da 139 a 145); Melendugno +4,1 per cento (da 968 a 1.008); Botrugno +4,1 per cento (da 172 a 179); Carpignano salentino +3,7 per cento (da 379 a 393) e Cutrofiano +3,6 per cento (da 608 a 630).

Restringendo il periodo al primo trimestre di quest’anno (da gennaio a marzo 2022), Castro registra una flessione del -3,7 per cento (da 162 a 156); Martignano -2,5 per cento (da 120 a 117); Miggiano -2,4 per cento (da 210 a 205); Surano -2,3 per cento (da 173 a 169); Ruffano -1,5 per cento (da 891 a 878); Ortelle -1,4 per cento (da 141 a 139); Salice Salentino -1,4 per cento (da 504 a 497); Morciano di Leuca -1,4 per cento (da 293 a 289); Muro Leccese -1,2 per cento (da 334 a 330); Nardò -1,1 per cento (da 2.525 a 2.496).

Sempre su base trimestrale, le imprese sono invece cresciute a Sanarica del 3,3 per cento (da 92 a 95); San Cassiano +2,8 per cento (da 141 a 145); Sogliano Cavour +2,2 per cento (da 267 a 273); Gagliano del Capo +1,6 per cento (da 387 a 393); Montesano salentino +1,5 per cento (da 200 a 203); Tiggiano +1,3 per cento (da 227 a 230); Corigliano d’Otranto +1,3 per cento (da 470 a 476); Sternatia +1,2 per cento (da 163 a 165); Supersano +1,2 per cento (da 338 a 342) e Botrugno +1,1 per cento (da 177 a 179).