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La filiera del gioco in Puglia e in Italia tra i dati del presente e le previsioni per il futuro

Un’economia che torna in moto, in Italia come in Puglia. È questa la fotografia che si può scattare sulla scena finanziaria dell’intero paese. A rappresentarla in pieno è la filiera del gioco pubblico e legale, un settore che è stato in grado di resistere ai mesi durissimi della pandemia da Covid 19 e che adesso raccoglie i frutti di investimenti e resilienza.

I dati più recenti sul gioco italiano e pugliese, resi noti da Agimeg, da parlano di una spesa complessiva vicina ai 12 miliardi di euro. La Puglia è ancora lontana, come tutte le altre regioni, dai livelli pre-Covid, ma i segnali di ripresa sono evidenti: se nel 2019 venivano raccolti oltre 4.500 miliardi di euro, nel 2020 si è scesi a 2.680 con un 2021 che ha sfiorato quota 3.000 miliardi. I dati del 2022, ancora non ufficiali, parlano di una risalita importantissima, trainata soprattutto dal comparto online ma anche da una rinnovata fiducia riposta in quello terrestre.

Se il presente parla di un ritorno alla normalità, il futuro punta addirittura alla crescita. Il 2022 infatti si è chiuso, come indicato da Italcasino, con una raccolta da 52 miliardi di euro (+123% rispetto al 2019). Grandi risultati per Snaitech, che per bocca dell’Amministratore Delegato Schiavolin ha sottolineato come quelli dell’anno appena concluso siano i risultati economici migliori di sempre. Crescita importante anche per tutti gli altri casinò online e per le software house: in testa Playtech, che detiene il 15% del mercato, davanti a Pragmatic Play, NetEnt e Play’n Go. Piccolo calo per la Novomatic, che viene superata nella graduatoria da Games Global.

Il futuro, adesso, deve essere quello di una crescita ulteriore, da svolgere sempre di più sotto l’egida della sostenibilità e del gioco sostenibile. Per farlo serve un aiuto e un supporto anche dal mondo della politica e delle istituzioni. A richiederlo è stato soprattutto il Presidente di Sistema Gioco Italia, Gennaro Parlati, che ha sottolineato come il 2023 debba essere l’anno definitivo e giusto per la riforma del settore. Una questione che da tempo viene riproposta sui tavoli della politica, ma che viene spesso derubricata e rinviata. Le aperture arrivate dal governo di Giorgia Meloni sono in questo senso positive e lasciano ben sperare. La speranza adesso è che l’esecutivo possa mettere mano soprattutto all’omogeneità delle norme sul gambling e a nuove misure di contrasto al gioco illegale.