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Yeast Photo Festival, grande successo con circa 2000 visitatori

MATINO- Si è chiusa con un grande successo la prima edizione di Yeast Photo Festival, appuntamento internazionale che ha unito fotografia, cibo ed arti visive, per ripensare il rapporto tra uomo e ambiente.

In meno di due mesi, dal 23 luglio al 18 settembre, il borgo salentino di Matino (Lecce), location scelta per ospitare la kermesse, ha visto la partecipazione di circa 2.000 visitatori, che hanno ammirato le 12 mostre di 16 artisti internazionali allestite in 5 spazi inusuali della città (il Palazzo Marchesi dei Tufo, la Chiesa della Pietà, l’aranceto Canale Universo, l’ex macelleria “NAU” e il Frantoio Ipogeo di via Carlo Alberto) ed hanno partecipato a dibattiti e tavole rotonde, per una riflessione su nutrimento e identità, tradizione e impatto ambientale, stili di vita e climate change.

Adesso l’appuntamento si sposta a settembre 2023, quando il festival tornerà a Matino per una seconda edizione, affermando ancor più la sua vocazione internazionale. Fino al 6 gennaio è invece possibile partecipare alla call to action #mynonnacooks, lanciata da Yeast Photo Festival per raccogliere le storie intime delle nonne in cucina e delle loro prelibatezze.

 

Yeast Photo Festival è organizzato dalle associazioni culturali Besafee ONTHEMOVE, con il patrocinio di Regione Puglia, Presidenza del Consiglio Regionale di Puglia, Puglia Promozione, Comune di Matino, main sponsor Banca Popolare Pugliese, Gianel. La direzione generale è di Flavio & Frank e Veronica Nicolardi, mentre la direzione artistica a Edda Fahrenhorst, che curerà anche la seconda edizione, nel 2023.

 

“Il successo della prima edizione di Yeast Photo Festival – sottolineano Veronica Nicolardi e Flavio & Frank, ideatori del festival – risiede nella forte disponibilità del territorio, ed in particolare del comune di Matino e dei suoi abitanti, ad ospitare per la prima volta un simile evento. Il festival si è fuso con il tessuto urbano del borgo, ha ridefinito spazi insoliti e li ha trasformati in luoghi espositivi. Questo ci ha consentito di raggiungere un obiettivo molto importante, che continueremo a perseguire anche nelle prossime edizioni, ovvero quello della diffusione e della facilitazione della comprensione della cultura fotografica. È stata un’edizione numero zero, frutto di due realtà culturali (Besafe e ONTHEMOVE) che con successo si sono incontrate e fuse, condividendo competenze e know-how e lavorando intensamente per diventare un grande cantiere di idee, visioni e progetti. La direzione artistica di Edda Fahrenhorst e la sua brillante visione del mondo hanno infine suggellato il successo di questo incontro”

 

La call in corso, #mynonnacooks si ispira al progetto fotografico “In Her Kitchen” di Gabriele Galimberti, che ha curiosato in oltre 50 case e tradizioni culinarie di tutto il mondo. L’iniziativa vuole invitare i partecipanti a condividere una foto delle loro nonne davanti al piatto tipico della loro cucina. Partecipare è semplicissimo, basterà infatti scattare una foto, pubblicarla su Instagram e nelle stories taggando@yeastphotofetstival ed usare l’hashtag #mynonnacooks, in modo da entrare a far parte di una storia intima, ma collettiva: nonne e nipoti riuniti per celebrare il cibo, l’identità, le emozioni. Le immagini più significative saranno condivise sul profilo Instagram ufficiale del Festival.

 

Yeast, ovvero “lievito” in inglese, è stata la parola scelta per evocare fermento culturale, forza creativa e generativa, storie ribelli che sprigionano energia visionaria connessa alla terra, all’etica del lavoro e al rispetto per la natura. Il festival è nato dall’esperienza di “YEAST – HUMAN BIODIVERSITY”, progetto di visual storytelling che durante il 2021 ha raccontato il buono della Puglia puntando l’obiettivo su una selezione di personaggi protagonisti della biodiversità, dell’hospitality e dell’e(t)nogastronomia locali. Il vasto materiale video e fotografico raccolto, consistente in 52 ritratti ed altrettante video interviste, è confluito nella mostra omonima firmata dai fotografi Flavio & Frank e dal videomaker Gabriele Surdo.