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“Stalking? Non bisogna sottovalutare i primi campanelli d’allarme”

di Laura Corvaglia, consigliera dell’Ordine degli Psicologi di Puglia

L’aggressività e la violenza si può presentare in diverse forme. È fondamentale saper riconoscere ogni campanello d’allarme per evitare che certe situazioni possano ripetersi. Mi riferisco al rinvio a processo di una donna di 55 anni di Lecce accusata di stalking e calunnia nei confronti di un amico. Secondo l’accusa, la donna si era invaghita dell’amico senza però essere corrisposta ed avrebbe iniziato a perseguitarlo, molestarlo fino a diventare violenta.

Sempre più spesso la cronaca si macchia di storie di violenza, psicologica e fisica, a volte immerse in dinamiche di amori disfunzionali e patologici. Ciò che accende di solito violenze di questo tipo sono situazioni traumatiche di rifiuto antiche e pregresse che, se non adeguatamente affrontate, sconfinano in comportamenti ossessivi di dominio e controllo, in sentimenti di rabbia e gelosia, il cui unico obiettivo è ottenere l’amore e la vicinanza della persona desiderata, da ottenere ad ogni costo.

Molte di queste storie nascono dall’incapacità di accettare il rifiuto e distaccarsi da una vita spesso immaginata perfetta. Lo stalking è una forma subdola ed insidiosa di violenza manifestata nella fase iniziale o finale di una storia d’amore, che irrompe in maniera ripetitiva, indesiderata e distruttiva nella vita privata dell’individuo” spiega Corvaglia. Lo stalker è ancorato ad una idea malsana di identità di coppia e agisce nel disperato tentativo di mantenere l’equilibrio, messo in pericolo.

La vittima spesso prova a interrompere ogni contatto e comunicazione con il persecutore, uomo o donna che sia, ma con scarso successo. Visite al lavoro, per strada, scampanellate sotto casa a tutte le ore, minacce di morte e, spesso, tentativi fisici di omicidio. Nel caso in questione, tra gli episodi di maggiore rilievo, anche un pugno sferrato al volto dell’uomo.

Simili episodi di violenza possono scaturire in stati persistenti di insicurezza, panico e flashback intrusivi in cui riaffiorano le minacce e gli attacchi subiti. Diventa, pertanto, fondamentale un’azione terapeutica e un sostegno psicologico da attuare parallelamente a strategie che ristabiliscano la vita sociale ed emotiva dell’individuo.

L’Ordine degli Psicologi di Puglia è a disposizione del territorio con interventi di sostegno e di supporto sia per le vittime che i persecutori.