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Rsa Soleto, Cgil attacca: “Ritardi e nessuna garanzia per i lavoratori”

SOLETO –  Ancora tutto fermo alla residenza sanitaria per anziani “La Fontanella” di Soleto. Esattamente un mese fa, il 7 luglio durante una riunione in videoconferenza della task force regionale sul lavoro, istituzioni aziende e sindacati sembravano aver messo solide basi per garantire un futuro ai pazienti ed ai lavoratori della Rsa. Oggi si lavora in regime di proroga e senza alcuna prospettiva per gli ospiti ed i dipendenti. Cgil ed Fp Cgil chiedono un intervento urgente e risolutivo da parte della Regione.

Ritardi

Già in piena fase 1 della pandemia, quando la Rsa era diventata un focolaio, la struttura è stata data in gestione alla ditta Tundo Vincenzo spa. Doveva essere una soluzione-ponte dettata dal commissariamento, da superare alla fine di giugno. E invece le scadenze del 27 giugno e di luglio sono state prorogate fino al 31 agosto.

Nella riunione del 7 luglio, si era stabilito di superare la fase commissariale. Propedeutici a questo passaggio dovevano essere due atti da presentare entro i successivi 10 giorni: la Tundo Vincenzo, che si proponeva come acquirente, avrebbe dovuto produrre un piano industriale di rilancio della struttura; la Asl di Lecce avrebbe redatto una relazione per contestualizzare i casi di Covid che hanno determinato la sospensiva dell’attività e per definire lo stato attuale, dal punto di vista igienico-sanitario, della struttura. Mentre l’azienda ha depositato il piano, la Asl pare non abbia ancora trasmesso la propria relazione. Trenta giorni dopo la situazione comincia ad essere difficile.

Risvolti occupazionali

Quella intesa era stata raggiunta alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo, del presidente della task force regionale Leo Caroli, del sindaco di Soleto Antonio Vantaggiato, dei dirigenti regionali del settore Salute e Benessere, del direttore generale della Asl Rodolfo Rollo, di un dirigente della Tundo e dei rappresentanti delle Organizzazioni sindacali.

L’iter per far ripartire la struttura è dunque fermo. Per far ripartire a pieno regime la struttura e dare un senso all’investimento della Tundo (pronta a farsi carico di debiti e gestione dei pazienti) è necessario rimuovere la sospensiva, che ha congelato la situazione: solo 13 posti letto occupati su 104 e una decina di posti di lavoro (su 45 diretti di varia qualifica, più l’indotto dei servizi pulizie e mense). I lavoratori non impiegati sono stati fino al 31 luglio in Fis (Fondo di integrazione salariale per Covid, una sorta di cassa integrazione). In attesa dell’emanazione del Decreto Agosto, questi lavoratori sono dunque “scoperti” almeno fino a fine mese.

Questione sociale

“È necessario che entrambe le relazioni giungano in Regione nel più breve tempo possibile per rimuovere immediatamente la sospensiva e reintegrare tutti i lavoratori. In assenza di risposte proclameremo lo stato di agitazione: siamo pronti a manifestare davanti alla Prefettura e alla Regione”, dicono Valentina Fragassi, segretaria generale della Cgil Lecce, Fernanda Cosi, segretaria generale dello Spi Cgil, e Floriano Polimeno, segretario provinciale della Fp Cgil Lecce, che hanno inviato ieri una lettera alla Regione, al prefetto, al sindaco di Soleto, alla Asl, alla task force regionale e alla Tundo. “Siamo preoccupati per questa fase di stallo che non giova a nessuno. Non giova ai lavoratori, che tra mille difficoltà hanno garantito la continuità assistenziale ai pazienti; non fa bene alle famiglie degli anziani che hanno bisogno di quella struttura per i propri cari; crea disagio alla salute pubblica soprattutto in vista di una probabile seconda ondata di contagi. Il Salento non può permettersi di perdere quei 104 posti letto geriatrici, che possono decongestionare i reparti di Medicina e Geriatria degli ospedali salentini, già provati dalle varie fasi del Covid. Dalla retorica dell’eroismo degli operatori socio-sanitari alla retorica della burocrazia lenta e indifferente il passo è breve: questo ritardo nella rimozione della sospensiva sta mostrando una certa miopia su una vera e propria emergenza sociale occupazionale e di salute pubblica”.