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Petriccione abbraccia la famiglia Lecce: «Sono cresciuto molto qui»

Da panchinaro nel Bari a protagonista in serie A con il Lecce. Per Jacopo Petriccione tanto è cambiato nell’ultimo anno e mezzo. Con i biancorossi di Grosso venne dimenticato in panchina per tutto il girone di ritorno di quel torneo che vide alla fine il fallimento del club barese. Nel Salento, invece, è diventato “Modriccione”, non solo per la somiglianza con il fortissimo mediano croato del Real Madrid, ma soprattutto perché si è ritagliato uno spazio importante nelle geometrie di mister Liverani. Da pochi mesi, poi, è diventato per la prima volta padre e durante questo periodo di stop forzato a casa, sta potendo dedicare più tempo alla sua famiglia.

«Tra bagnetti e cambi di pannolini le ore trascorrono veloci.» Così esordisce il centrocampista tuttofare del Lecce nell’intervista rilasciata ai canali ufficiali della società giallorossa. «In questo periodo sto vedendo anche molte serie TV e poi cerco di tenermi in forma sperando di tornare presto a calcare i campi di calcio.»
Ed è proprio questo ciò che vorrebbe fare subito Petriccione, che aveva iniziato splendidamente la sua prima stagione in Serie A. «Il giudizio sulle mie prestazioni non può che essere positivo sebbene sia nella stagione di esordio in massima serie. Rispetto alle prime giornate sono andato crescendo in termini di personalità e di convinzione. Oltre ad avere una buona tecnica, credo che la mia caratteristica principale sia data dal fatto che non mollo mai. Per questo ho voglia di farmi trovare pronto per quando finirà questo periodo e, finché c’è stata l’opportunità di poter praticare attività fisica all’aperto, ho corso vicino a casa. Probabilmente un amico mi presterà un tapis roulant perché adesso non si può più fare ciò. Nell’attesa mi dedico agli esercizi fisici, grazie agli attrezzi comprati qualche tempo fa per mia moglie che, dopo la gravidanza, voleva tornare in forma.»
A Petriccione manca molto la sua famiglia che vive nel nord Italia, ma anche la sua famiglia sportiva che è il Lecce. «I miei genitori abitano a mille chilometri di distanza e per fortuna riesco a vederli in videochiamata, anche perché vogliono vedere la nipotina. Mi mancano anche i miei amici e i miei compagni di squadra. In questi anni ci ha sempre contraddistinto la continuità, avendo avuto sempre lo stesso allenatore e lo staff tecnico, e questo ha permesso di cementare un bel gruppo. La forza di questo Lecce è proprio il gruppo, anche se sembra banale dirlo, e su questa componente potrà basarsi la nostra salvezza.»
Poi Petriccione ha parole anche per i tifosi. «Mi manca passeggiare per le vie del centro e, infatti, spero che questa quarantena possa finire presto per poter rivedere gente in giro e anche al Via del Mare. Se vogliamo salvarci la nostra arma in più saranno i nostri tifosi e il loro supporto sia in casa che in trasferta.»
Infine il Modric del Salento parla dei suoi idoli del passato. «Assomiglio fisicamente a Modric e qui tutti mi fermano chiamandomi “Modriccione”. Ormai mi sono abituato ed infatti mi giro quando qualcuno mi chiama così. Quando ero piccolo però, i miei idoli erano due: Pirlo e Iniesta. Molti amici guardavano il Barcellona solo per Ronaldinho o Messi, a me piaceva invece proprio Iniesta per la sua intelligenza tattica. L’intelligenza non può mai mancare a giocatori come me che devono sopperire con tale qualità a un fisico non troppo prestante.»