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Piano per l’Accessibilità, semaforo vedere a Palazzo Carafa

 

LECCE – Questa mattina, in occasione della Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità, il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità il Regolamento di attuazione del Piano per l’Accessibilità e del Laboratorio comunale per l’accessibilità di Lecce.

Alla presenza di numerose associazioni impegnate in città nella tutela dei diritti delle persone con disabilità, il sindaco Carlo Salvemini e il professor Antonio Lauria dell’Università di Firenze hanno presentato il Regolamento comunale necessario per definire sia la procedura di attuazione del Piano per l’Accessibilità sia la modalità istitutiva della struttura tecnico-amministrativa preposta a sovrintendere le varie fasi del Piano, vale a dire il Laboratorio Comunale per l’Accessibilità.

Un lavoro iniziato nel 2018 con una delibera di Giunta (n. 823 del 30.11.2018) con la quale l’Amministrazione comunale ha dato avvio concreto alla fase operativa del programma di lavoro per la redazione del Piano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche presso il Settore Lavori Pubblici, definito procedendo all’istituzione dell’Ufficio PEBA, alla nomina dell’Arch. Francesca Rossi quale Responsabile del procedimento per la predisposizione e realizzazione del Piano, nonché Disability manager dell’Amministrazione, alla nomina – avvenuta qualche giorno fa – della nuova Garante dei diritti delle persone con disabilità, punto di riferimento per le persone con disabilità, per la tutela dei loro diritti e interessi individuali o collettivi,la dottoressa Maria Pia Desantis, e destinando a tali obiettivi risorse economiche sul bilancio comunale.

Il Regolamento definisce la procedura di attuazione del Piano per l’Accessibilità della Città di Lecce, inteso quale programma operativo che ha l’obiettivo di elevare il benessere della comunità attraverso un processo di adeguamento di spazi, beni e servizi pubblici finalizzato a garantire, ad ogni persona, nella misura più ampia possibile, di sviluppare il proprio progetto di vita e di partecipare, in maniera diretta, alla vita collettiva e alla crescita della propria comunità.

Il Piano per l’Accessibilità amplia l’orizzonte concettuale ed il raggio d’azione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche – PEBA (L 41/1986; L 104/1992): oltre ad essere uno strumento di verifica dello stato di fatto finalizzato all’eliminazione degli ostacoli contemplati dalla normativa vigente, esso diventa un’opportunità per migliorare la vivibilità degli spazi pubblici o di uso pubblico della città, nonché un’esperienza di socializzazione e uno strumento di inclusione sociale.

Il Piano per l’Accessibilità riguarda prioritariamente tutti gli edifici comunali, (di proprietà del Comune o goduti a diverso titolo – affitto, comodato, uso, concessione, ecc.) indipendentemente dal fatto se in tali edifici e spazi si svolgano o meno funzioni aperte al pubblico e gli spazi urbani, anche al fine di garantire la raggiungibilità di tutti gli edifici e di tutti gli spazi, pubblici o di uso pubblico, presenti sul territorio comunale.

Il Regolamento approvato oggi, inoltre, definisce le modalità istitutive, i compiti, le funzioni, le figure professionali, le fonti delle risorse finanziarie, patrimoniali, informative e logistiche del Laboratorio Comunale per l’Accessibilità (LCA). Si tratta di unastruttura tecnico-amministrativa che definisce, d’intesa con gli amministratori e con i portatori d’interesse, gli indirizzi culturali ed operativi del Piano per l’Accessibilità; sovrintende allo svolgimento delle diverse fasi operative ed attuative del Piano per l’Accessibilità; svolge funzioni di coordinamento e controllo in ordine alle conseguenze delle politiche attuate sul territorio comunale (edilizie, urbanistiche, inerenti i servizi alla persona, ecc.) in termini di accessibilità a edifici, spazi, beni e servizi pubblici.

“Oggi segniamo una tappa importante di un percorso che è ancora lungo e sul quale ci misureremo nei prossimi anni, assumendo il punto di vista di chi vive la città in una condizione di disabilità – ha detto il sindaco Carlo Salvemini – La storia alle nostre spalle ci ha consegnato edifici e spazi urbani in larga parte lontani dalle esigenze delle persone con disabilità, perché la disabilità era considerata una colpa o una vergogna. La progettazione delle città è così avvenuta per lungo tempo senza tenere conto delle esigenze di tutti. Le decisioni dell’amministratore pubblico di oggi scontano questa latitanza e, oltre a correggere il passato, devono puntare a garantire nelle progettazioni quel principio di cittadinanza che rende effettivo il diritto di tutti di vivere la città. Oggi ribadiamo fattivamente la nostra determinazione a fare nostri questi principi e a percorrere questa strada”.