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Ad Externa la tecnologia nel taglio della pietra

LECCE – Le nuove frontiere dell’architettura digitale della pietra sono state il filo conduttore dei lavori di un convegno organizzato dall’Ordine degli Architetti della provincia di Lecce nell’ambito di Externa, la Fiera nazionale dell’arredo degli spazi esterni, in corso di svolgimento a Lecce Fiere di piazza Palio. 

“La Puglia – ha spiegato Loredana Capone, assessore all’Industria Turistica e culturale della Regione Puglia – è il secondo distretto in Italia della pietra. E questo è motivo di grande soddisfazione ma anche di enorme responsabilità. Dobbiamo mantenere l’arte del saper lavorare la pietra. Il Politecnico di Bari sta facendo un ottimo lavoro con l’alta formazione ma occorre anche puntare a mantenere viva la laboriosità e l’ingegnosità dei maestri perché il prodotto lavorato una volta esportato produce un valore aggiunto significativo, ancor più del grezzo. Che significa indotto economico, occupazione, ricchezza”.

Il tema centrale, dunque, era legato alla necessità di riconfigurare l’antica arte del taglio delle pietre incontrando la rivoluzione digitale. 

 “I paesaggi di pietra – ha commentato Flavio De Carlo, coordinatore della giornata per il Consiglio dell’Ordine – non sono solo quelli che la tradizione ci consegna ma anche quelli che possiamo qui ed ora immaginare, rileggendo una storia antichissima e coniugandola con nuovi saperi, nuove esigenze, nuove funzioni, Noi possiamo decidere di lasciare tutto com’è, abdicando a un ruolo e a una funzione, oppure capire cosa e come tutelare, salvaguardare, trasformare, innovare, reinventare”.

Rocco De Matteis, presidente dell’Ordine degli Architetti Lecce, ha rimarcato “l’esperienza di uno degli Studi di architettura che ha fatto, con grande coraggio e qualità, la storia degli ultimi 20 anni della nostra disciplina nel mondo e l’esperienza accademica e di ricerca di chi accoglie e rilancia la sfida del digitale dinanzi all’antichissima arte del taglio delle pietre, quella dei nostri maestri tagliatori, fabbricatori e scalpellini. Ed è importante che, accanto alla discussione teorica, una Mostra evidenzi la posta in gioco, permettendo a chiunque di entrare nel pieno di una riflessione che sta segnando la nostra professione a livello globale”. 

L’esperienza del celeberrimo studio londinese ZHA, presentata da Shajay Bhooshan, si è focalizzata sulle tecniche metodologiche e operative di progettazione e costruzione degli spazi e oggetti complessi legati indissolubilmente al nome di Zaha Hadid. 

“Grazie all’utilizzo della tecnologia – ha spiegato – si riescono ad applicare tecniche antiche legate all’uso della pietra”. Shajay Bhooshan, ha colto l’occasione per andare a scoprire da vicino la pietra leccese. “Sono andati a far visita alla Pimar mi hanno spiegato molto bene come si effettua l’estrazione e quali sono le proprietà della pietra leccese, una pietra che si presta a diverse funzioni per via della sua particolare friabilità che offre la possibilità di essere utilizzata anche dal punto di vista prettamente ornamentale per la facilità appunto di eseguire decorazioni e di lavorare sulla parte estetica”

Nel corso della riflessione sono stati illustrati, tra gli altri, lavori specifici pensati per la pietra, dimostrando come la complessità formale sia una derivazione aggiornata e digitale dell’artigianato manuale della tradizione. 

 

Shajay Bhooshan si è unito a ZHA dieci anni fa con l’obiettivo di applicare alla progettazione architettonica le sue conoscenze nella programmazione, nella geometria e nella matematica. Bhooshan è cofondatore di CoDe, il gruppo di ricerca sul design computazionale della ZHA. Oggi la ricerca di ZHA utilizza i più diversi strumenti e software di progettazione digitale. 

Giuseppe Fallacara ha invece presentato le ricerche sulla Stereotomia (antica arte del taglio delle pietre) svolte da ormai quasi venti anni all’interno del Politecnico di Bari e illustrate in tutto il mondo, su cui si è incardinato un rapporto di sperimentazione congiunta con Shajay Bhooshan e con lo studio Zaha Hadid Architects.  

In mostra sono state esposte le tavole grafiche della Stereotomy 2.0-Architettura e design, curata da Giuseppe Fallacara, e per l’allestimento durante la tre giorni di Externa da Flavio De Carlo, inaugurata ad aprile 2018 negli spazi Par Excellence di New York City per il New York Institute of Technology, in cui hanno preso parte numerosi designers di fama internazionale tra cui lo studio Zaha Hadid Architects. 

Le tavole grafiche dei progetti saranno intervallate da altrettante tavole fotografiche 

di dettagli di opere litiche al fine di evidenziare e assecondare la comunicazione visiva tra tradizione e innovazione. 

Infine, è stato presentato in anteprima il prototipo della Chaise-longue, “Infinito”, in legno e resina, progettata espressamente per l’occasione e realizzata in collaborazione con l’antica scuola francese dei mestieri dei Compagnon du Devoir du Tour de France.