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I pescatori di Porto Cesareo a caccia di rifiuti

PORTO CESAREO – Un mare di plastica, e non solo. L’allarme rifiuti è scattato da tempo, ma le soluzioni sono ancora lì da venire. Un problema serio che non può essere assolutamente sottovalutato. Basti pensare che Ogni anno vengono prodotti 300 milioni di tonnellate di plastica di cui 8 milioni vanno a finire a mare. Ma c’è un progetto – che parte proprio dal Salento – che rappresenta una speranza, un piccolo passo per guardare al futuro con maggiore speranza. Si chiama “Nel blu dipinto di brutto”. E’ stato presentato a Porto Cesareo. L’obiettivo è ambizioso: coinvolgere i pescatori nella raccolta dei rifiuti marini durante uscite ed immersioni.

Un ruolo attivo anche per loro grazie all’Accordo di Programma per la definizione delle attività di “Pulizia dei fondali marini” sottoscritto da tra il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, l’Area marina Protetta “Porto Cesareo”, il Comune di Porto Cesareo e la Capitaneria di Porto di Gallipoli. Si punta ad avviare un sistema integrato di attività di prelievo, raggruppamento e gestione ottimale dei rifiuti provenienti dalla pulizia dei fondali marini, anche attraverso azioni informative per rendere queste attività ancora più efficaci.

Il progetto pilota sarà attuato contemporaneamente in due sole Aree Marine Protette: quella di Porto Cesareo (Lecce) e quella di Bergeggi (Savona), marinerie con caratteristiche socio-economiche e geografiche molto differenti. Quella salentina attrae ogni anno più di un milione di turisti nei tre mesi estivi, un flusso che è valso a Porto Cesareo il riconoscimento di “Località ad economia turistica e città d’arte”.

E l’Amp di Porto Cesareo può fregiarsi di un prestigioso riconoscimento nazionale, comunicato in occasione della tavola rotonda di presentazione del progetto. E’ stata ritenuta prima in tutta Italia dal Ministero dell’Ambiente”. Lungo i 32 km di costa dell’Area Marina Protetta Porto operano circa 200 pescatori professionisti e 9 diving center nella Riserva. Sono oltre 1.500, invece, le autorizzazioni rilasciate per lo svolgimento di immersioni ricreative, più di 250 per attracco nautico da diporto; e oltre 100mila quelle per pesca ricreativa. E ancora: 33 stabilimenti balneari, associazioni ambientaliste, 4 di taxi-boat, uno pescaturismo e 13 di escursioni.