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Lupiae, “il sindaco se n’è lavato le mani”

Per giorni abbiamo attaccato insistendo sull’urgenza di formare un’ amministrazione nella pienezza delle sue funzioni per risolvere i reali problemi della città. Ebbene, sfortunatamente, una maggioranza fittizia si è riformata oggi in una maggioranza che piaccia o non piaccia ha a che fare con dei consiglieri che giocano a fare i politicanti raccontando una realtà distorta e falsa ai cittadini“. 

E’ il duro atto d’accusa del presidente del Movimento in Libertà, Luca Russo, intervenuto oggi sul caso Lupiae.
Sono i leccesi – spiega Russo- ad avere diritto ad un governo forte, un governo capace di intervenire, se necessario con la dovuta durezza, per ristabilire giustizia sociale e per salvaguardare il lavoro dei che non meritano le false dichiarazione da parte di consiglieri del centrodestra venduti per una poltrona in consiglio.
Un governo capace soprattutto di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza e sul lavoro. 
Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno ma non dovrebbe intimorire, dovrebbe essere l’obiettivo primario di un’amministrazione che ha come scopo il bene del cittadino“.
Più volte – ricorda Russo – i più duri a stigmatizzare in passato i nostri interventi sono stati gli esponenti del Pd. In più post social si parla dei nostri interventi con  “frasi intimidatorie ed eversive”. Verso di noi si sprecano commenti del tipo “farneticazioni e bugie“. Ecco perchè “li invitiamo a confrontarsi con la delusione delle innumerevoli famiglie che vivono in casa Lupiae“.
Il presidente del Movimento in Libertà si dice amareggiato e deluso profondamente per la situazione che si è venuta a creare e punta l’indice in particolare contro il primo cittadino:
Il sindaco se n’è lavato le mani, profondendosi in numerosi interventi tanto accalorati quanto gravemente insufficienti, riuscendo nell’impresa di non pronunciare neppure una volta le parole
‘Ci riusciremo‘”. “Un comportamento – sottolinea Russo – che manifesta l’imbarazzo politico nell’essere sostenuto da una lista che in campagna elettorale dichiarava di sdegnare e dalla quale, oggi, non ha il coraggio di prendere le distanze“.
Non cambia il tono delle accuse da parte di Confintesa. “Noi non ci stiamo“, attacca Luca Panico che preannuncia lo stato di agitazione dei dipendenti Lupiae: “Venderemo cara la nostra pelle e i nostri diritti. Non ci facciamo prendere in giro. I contratti non sono rinnovati per il 2019, i falsi politicanti devono starci alla larga. Noi non accetteremo volontariamente un cambio contrattuale peggiorativo“.
I dipendenti della Lupiae – ha concluso Panico – oltre a essere colleghi sono una famiglia e non hanno intenzione di cambiare casa, come è avvenuto per alcuni consiglieri del vecchio centrodestra. Noi non ci sposteremo e saremo pronti a mettere in campo tutte le azioni previste a salvaguardia dei lavoratori“.