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Aggressione infermiera, Guido: “Serve un’indennità di rischio”

“In strada si sa, la vita è difficile. E altrettanto difficile è lavorarci, ogni giorno, ogni notte, mettendosi al servizio di chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di aiuto.

Maria Giovanna Zippo, tecnico di anestesia e infermiera specializzata che opera da anni con il 118 leccese, appena qualche giorno fa, è stata l’ennesima vittima di una tipologia di violenza assurda. Si tratta di violenza deplorevole, gratuita e ingiustificata resa ai danni di chi lavora e si impegna a tutela della salute altrui e che, accade sempre più spesso, subisce ogni tipo di maltrattamento e brutalità da parte di chi viene soccorso.
Sono decine gli episodi registrati negli ultimi anni: ambulanze sfasciate, medici e operatori presi a pugni per strada e nei pronto soccorso, addirittura un tentato stupro ai danni di una guardia medica verificatosi poco tempo fa a Taviano.
Gli infermieri, poi, sono sempre in prima linea, esposti a rischi di ogni tipo.
Buttiamo via tanti soldi per interventi e iniziative che alla fine non portano alcuna utilità alla collettività.
Ritengo e sono convinto che modificare il CCNL di riferimento riconoscendo le indennità di rischio per tutti gli operatori sanitari, specie quelli attivi fuori dalle mura dei nosocomi, sarebbe un gesto dovuto.
Oggi quel Contratto Collettivo riconosce l’indennità solo agli infermieri che lavorano a contatto con pazienti sofferenti di malattie infettive. È giunto il momento di andare oltre e superare questo limite. Se lo meritano”.