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Xyella, il Pd leccese attacca i suoi consiglieri regionali

“Quello che si sta consumando è il peggior disastro ambientale mai visto nella storia del nostro territorio e per ogni giorno di ritardo vengono registrati danni ingentissimi all’economia e al paesaggio pugliese”. Parola di Ippazio Morciano e di Anna Rita Picci, rispettivamente segretario provinciale e responsabile politiche agricole e risorse agroalimentari del Pd. Ma non basta. Perché sul caso Xylella il Pd provinciale va giù duro e attacca i suoi stessi colleghi di partito che siedono sugli scranni del Consiglio regionale pugliese. A destare perplessità è la frenata sull’emendamento alla legge regionale 4/2017 “Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nei territori della Regione Puglia”, in materia di vincoli forestali, ambientali, idrogeologici e paesaggistici per procedere velocemente all’estirpazione delle piante infette, una norma che consente al Servizio fitosanitario della Regione, una maggiore rapidità nell’esecuzione delle misure di lotta obbligatoria anche nelle aree vincolate. Caustico il commento del segretario provinciale Ippazio Morciano: “Dobbiamo registrare lo stop che tale provvedimento ha avuto nel Consiglio Regionale del 5 dicembre accumulando ritardi su ritardi. Pertanto questa Segreteria desidera richiamare i consiglieri regionali tutti, i componenti la Giunta Regionale, alle responsabilità di governo di questo territorio e a proseguire spediti nell’iter legislativo”. Una tirata d’orecchi a tutti i consigliere regionali, anche a quelli targati Pd dunque che sono al governo regionale.

Per Morciano non ci sono più alibi nella gestione dell’emergenza Xylella Fastidiosa: “A dirlo è la recente sentenza del Tar Lazio che di fatto sancisce la validità del Piano di contenimento dalla gestione commissariale voluta dal Governo Renzi nel 2015. Gli stessi legislatori esortano, inoltre, la Regione Puglia a procedere celermente nelle misure atte a salvaguardare il territorio e la nostra economia, adeguando l’attuale normativa per poter applicare integralmente le misure richieste dall’Europa, pena l’imminente procedura d’infrazione a carico del nostro Paese”. Insomma, occorre far presto prima che si a troppo tardi.