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Il centrodestra dice no agli inciuci e tenta (a fatica) di ritrovare l’unità

 

La notizie vera è che il centrodestra si è seduto nuovamente attorno al tavolo. Prove di dialogo necessarie e non più rinnovabili soprattutto alle luce della situazione piuttosto fluttuante che si registra a Palazzo Carafa alla luce della sentenza del Tar di Lecce che ha assegnato il premio di maggioranza proprio a Giliberti e soci, sovvertendo così la decisione della Commissione elettorale centrale.

L’ultima parola, è bene ricordarlo, spetterà al Consiglio di Stato, che ha già fissato l’udienza per il prossimo 9 novembre. Ma intanto è giunto il momento d capire come comportarsi fuori e dentro l’aula consiliare di Palazzo Carafa. Le colombe (coloro i quali cioé non hanno alcuna intenzione di far cadere l’Amministrazione Salvemini sono molte di più dei falchi. E’ pronto un appoggio esterno, dunque, al centrosinistra. Da stabilire tuttavia tempi e modi, soprattutto. Magari con un rimescolamento delle Commissioni o con la presidenza del Consiglio comunale. Sulla carta, tuttavia, il centrodestra dice “No agli inciuci”. E avverte: “Non cederemo alle lusinghe che pure vengono da alcune parti del centrosinistra. Resteremo uniti”. Unità, che ad oggi appare francamente ancora lontana nonostante alla riunione di ieri abbiano partecipato il presidente della Provincia Antonio Gabellone, l’onorevole Roberto Marti e 15 sui 17 consiglieri comunali (assenti giustificati Mauro Giliberti e Gaetano Messuti) e il clima sia stato abbastanza sereno. Perché tra pochi falchi e tante colombe in mezzo (anzi, ai lati è il caso di dire) ci sono gli esponenti di  Puglia Popolare e di Noi con Salvini esclusi dalla riunione del centrodestra che si è tenuta ieri sera in via Gentile, al quartier generale di Forza Italia.

Uno strappo che ha portato a un’autoconvocazione per oggi alle 19: “Proprio grazie all’impegno di quelle liste non convocate si è arrivati ad esprimere un quorun del 52%, dato che ha determinato il fenomeno dell’anatra zoppa. A chi anche oggi lavora per dividere e non per unire il centrodestra ricordiamo che il 2,12 % tanto snobbato prodotto da Lecce Popolare, ha di fatto permesso che oggi ci siano ancora confronti e discussioni. Abbiamo avuto l’adesione della lista Noi con Salvini dei coordinatori Leonardo Calò e Mario Spagnolo e di Mpl, il movimento che fanno capo ad Antonio Lamosa e quei candidati che si sentono emarginati da questi metodi”.

Ma da via Gentile arrivano significativi segnali di distensione: si parla di allargamento della riflessione politica all’intero centrodestra e di convocazione degli Stati generali estesi anche alla società civile. Staremo a vedere.